Alcuni degli attivisti del Friday For Future di Napoli hanno bloccato nella mattinata di oggi l'ingresso del deposito Q8 di San Giovanni a Teduccio, nella periferia est di Napoli. Sono stati un centinaio, circa, gli attivisti che hanno bloccato l'ingresso al mega deposito di carburante, che si trova a ridosso dell'area denominata "sin" (Sito di Interesse Nazionale): oltre a bloccarne l'ingresso, hanno esposto striscioni ed allestito scritte di vario tipo, come "Blocchiamo i combustibili fossili", "Stop a cambiamenti climatici", "Giustizia Climatica Ora" (questi ultimi due in inglese) e "Q8 Killer".

Già in passato, il deposito della Q8 di San Giovanni a Teduccio finì nel mirino di un'inchiesta giudiziaria, con gli inquirenti che accusarono i vertici della Kuwait Petroleum Italia spa (Q8) di illecito smaltimento dei rifiuti di raffineria per risparmiare i soldi di un corretto trattamento delle scorie: inchiesta che portò al sequestro preventivo di 240 milioni di euro e, contestualmente, alla replica dell'azienda che ribadì con una nota "la piena correttezza del proprio operato e il puntuale rispetto di tutte le norme di legge nello svolgimento delle proprie attività". "Basta con la dipendenza dai combustibili fossili e a qualsiasi tipo di emissioni inquinanti", ha spiegato Enrico Forte, portavoce napoletano di Friday For Future, "i momenti di blocco come quelli di stamattina sono fondamentali per far comprendere a tutti che non abbiamo più tempo, e che bisogna immediatamente invertire la rotta". Domani, invece, si terrà a Napoli l'assemblea nazionale del movimento, a sette giorni dalle manifestazioni transnazionali che hanno visto partecipazioni di massa in tutto il mondo. Nella sola Italia, sono scese in piazza un milione di persone, centomila soltanto a Napoli.