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Nadia Toffa

Funerali Nadia Toffa, l’omelia di don Patriciello: “Col tuo lavoro hai unito Nord e Sud”

Si sono svolti questa mattina a Brescia, la sua città natale, i funerali di Nadia Toffa, la conduttrice de Le Iene scomparsa prematuramente a 40 anni dopo una lunga battaglia con il cancro. A celebrare le esequie don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano (Napoli) e simbolo della lotta alla Terra dei Fuochi, di cui ha parlato anche durante l’omelia.
A cura di Valerio Papadia
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Era gremito questa mattina il Duomo di Brescia, la sua città natale, nella quale viveva ancora, per i funerali di Nadia Toffa, la conduttrice de Le Iene scomparsa prematuramente, a 40 anni, dopo una lunga battaglia contro il cancro. A celebrare le esequie davanti a migliaia di persone è stato don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano, nella provincia di Napoli e simbolo della lotta alla Terra dei Fuochi, che Nadia Toffa aveva conosciuto proprio durante uno dei servizi sui rifiuti tossici interrati e con il quale era nata una profonda amicizia. Don Patriciello, nella sua omelia, ha parlato del coraggio e della forza di Nadia, della passione per il suo lavoro e anche della Terra dei Fuochi, davanti ad alcune mamme che hanno perso i propri figli a causa del cancro e che non hanno voluto mancare ai funerali.

L'omelia di don Maurizio Patriciello

"Abbiamo un debito di riconoscenza verso questa ragazza. Nadia, sei stata capace di mettere l'Italia sottosopra unendo il Nord e il Sud, la Terra dei fuochi con Brescia. In questi giorni mi sono arrivati centinaia di messaggi. Sei entrata nel cuore di tutti e non perché eri un volto della tv. Nadia è stata amata, non solo stimata – ha detto don Maurizio Patriciello durante l'omelia, che continua -. Hai fatto del tuo lavoro una missione, come dovremmo fare tutti. Come nella mia terra, la Terra dei Fuochi, dove il terreno è inquinato anche dai rifiuti del Nord, con la complicità della nostra camorra". Durante il suo discorso funebre il parroco di Caivano ha menzionato spesso la Terra dei Fuochi: "Negli ultimi giorni tutti sapevano che il suo silenzio significava la cosa peggiore. Lei ha avuto il coraggio di chiamare il cancro con il suo nome. Noi nella Terra dei fuochi non ne abbiamo il coraggio, la chiamiamo ‘la brutta malattia' perché abbiamo paura".

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