Gennaro De Tommaso, conosciuto come "Genny ‘a carogna", è stato condannato a diciotto anni di carcere per traffico internazionale di stupefacenti. E' questa la sentenza di primo grado emessa ieri pomeriggio nei confronti dell'uomo, divenuto noto all'opinione pubblica per i fatti avvenuti il 3 maggio 2014 allo Stadio Olimpico di Roma prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina.

Secondo la sentenza, Gennaro De Tommaso è stato ritenuto essere un "perno fondamentale" per il rifornimento di ingenti quantità di stupefacenti dall'Olanda. Inizialmente, il pubblico ministero aveva chiesto per lui una condanna a vent'anni, ma la sentenza di primo grado ha sancito invece una pena di diciotto. Oltre a Genny ‘a Carogna, sono stati condannati anche lo zio a sedici anni ed un altro uomo, ritenuto essere il braccio destro del primo, a vent'anni di carcere.

Nell'operazione che aveva portato al suo arresto, furono arrestate ben sedici persone, tutte ritenute dagli inquirenti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di ingenti quantitativi di stupefacenti. Stando alle ricostruzioni dei militari dell'arma, l'ex-capo ultras del Napoli, che divenne "celebre" alla cronaca nazionale dopo i fatti della finalissima di Coppa Italia del 3 maggio 2014 all'Olimpico di Roma tra Napoli e Fiorentina (lo stesso evento prima del quale venne ucciso Ciro Esposito, ma questa vicenda non è legata in alcun modo a Genny ‘a Carogna) avrebbe avuto collegamenti diretti con i fornitori di droga olandesi, organizzando lui stesso sia l’importazione sia il trasporto in Italia di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti tramite l'utilizzo di autoarticolati, arrivando a gestire anche i rapporti con i capi ed i gestori di numerose piazze di spaccio sul territorio napoletano, in particolare nella zona di Forcella, e perfino su quello nazionale.