I bimbi rom di Giugliano avranno una nuova casa. Lo ha deciso la corte europea di Strasburgo, che ha revocato le misure urgenti richieste dal Governo italiano di trovare un alloggio per il gruppo di rom sgomberati dal campo nomadi giuglianese. La decisione di Strasburgo è stata presa "in base alle informazioni ricevute dallo Stato e dai ricorrenti sgomberati dal campo di Giugliano, la Corte ha concluso che a quest'ultimi e' stato offerto un alloggio alternativo", spiegano dalla corte europea. Si tratta, nello specifico non di tutti i rom sgomberati dal campo di Giugliano, ma solo di tre cittadini bosniaci di etnia Rom e i loro dieci figli minori. La decisione, comunque, è destinata a far discutere.

Tutto era iniziato un mese fa: era il 10 maggio quando le forze dell'ordine, su disposizione del sindaco di Giugliano Antonio Poziello avevano sgomberato il campo rom giuglianese, che si trovava all'interno dell'ex fabbrica di fuochi artificiali locale per le precarie condizioni igienico-sanitarie in cui versava l'intera area. Da quel momento, circa quattrocento persone rimasero per strada e senza un tetto sulla testa. Nei giorni successivi, vi erano stati appelli pubblici da parte di parlamenti ed attivisti, che avevano chiesto a gran voce che venissero fornite "almeno tende e bagni chimici per gli sfollati", e che venissero contestualmente attivate "soluzioni alloggiative adeguate e dignitose per tutte le persone garantendo i servizi base e il ripristino della frequentazione scolastica per i minori". Ed oggi, con la sentenza della Corte di Strasburgo, la situazione per una parte di loro sembra davvero essersi normalizzata.