Nel limbo, in balìa delle decisioni delle Istituzioni, in attesa di sapere se dovranno lasciare anche lo spiazzo dove si sono fermati e, soprattutto, per andare dove. A dormire in macchina, con la vecchia casa ormai persa e il progetto per un nuovo alloggio che non è mai partito. Resta ancora bloccata la situazione dei rom sgomberati dal campo di Giugliano una decina di giorni fa e che si sono stabiliti temporaneamente in un'area dismessa nello stesso comune della provincia di Napoli. Tre degli sgomberati si erano rivolti il 16 maggio alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, due giorni fa è arrivata la risposta: l'Italia, con urgenza, deve assicurare un alloggio temporaneo ai tre bosniaci e ai loro 10 figli, di età compresa tra i 2 e i 16 anni. La notizia della decisione era finita nel calderone elettorale per le prossime elezioni europee: con un post su Facebook, il vicepremier Matteo Salvini l'aveva commentata con una risata, aggiungendo "motivo in più per votare Lega domenica".

Oggi arriva la risposta del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ribatte a distanza alle parole del ministro dell'Interno:  "Mai come in questo caso la risata è fuori luogo – dice – credo che sarebbe bene impegnare un po' di risorse e affrontare il problema in modo civile. Rigoroso ma civile". In realtà di soluzione si era parlato già prima dello sgombero, e prima delle firma della delibera che avrebbe fatto arrivare le ruspe a Giugliano. L'ordinanza è stata firmata dal sindaco Antonio Poziello il 5 aprile 2019 e parla di trasferimento per motivi igienico sanitari di persone e cose dall'insediamento di nomadi che si trova in località Ponte Riccio. Contestualmente, però, il Comune si impegna a favorire l'integrazione sociale e abitativa. Che potrebbe avvenire anche con l'Eco-Village di cui si parla da anni, e che dovrebbe essere realizzato proprio nella zona di Giugliano; per quel progetto la Regione aveva stanziato circa 900mila euro e, a fine marzo, aveva ribadito la disponibilità di quella somma per percorsi di inserimento sociale al posto del progetto originale, su richiesta dello stesso sindaco. Il Comune aveva messo 5mila euro a disposizione come contributo per l'affitto per quelle famiglie che avrebbero portato un regolare contratto di locazione; la somma totale, menzionata nella delibera, è di 200mila euro: 150mila euro per i percorsi di inserimento nelle abitazioni e altri 50mila per eventuali inserimenti in strutture protette dei minori.

Anche la procedura sembra mostrare alcune falle: senza le adeguate rassicurazioni da parte del Comune ai proprietari delle abitazioni, è difficile che i rom riescano a trovare un contratto regolare di affitto da esibire per accedere al contributo. Allo stato attuale, però, sembra essersi paralizzato tutto. Le persone senza casa sono attualmente circa 400, tra loro molte donne e moltissimi bambini.

"Bisogna avere sempre doppia attenzione alla legalità – ha sottolineato De Luca – perché non sono tollerabili accampamenti rom da cui partono azioni delinquenziali, incendi di rifiuti, furti di rame e negli appartamenti. Contemporaneamente dobbiamo avere umanità e civiltà, offrire possibilità anche a bimbi che accettano di frequentare le scuole e a capifamiglia che vogliono integrarsi di avere la possibilità di farlo come tutti i cittadini italiani. Se c'è rispetto di regole e legalità anche il problema dell'integrazione diventa più semplice".