Matteo Salvini torna a Napoli per il "tradizionale" vertice in prefettura sull'ordine pubblico, e il capoluogo partenopeo già si mobilita: già sono infatti apparsi i primi striscioni che recitano "i terroni non dimenticano", chiaro riferimento a quando negli anni passati i napoletani, ed i meridionali in genere, venivano "presi di mira" dall'oggi ministro degli Interni e vice-premier del governo Conte, nonché leader della Lega. Inizialmente era previsto per giovedì 16 maggio, giorno del ritorno a Napoli di Matteo Salvini, anche un comizio in Piazza Matteotti, ma quest'ultimo non avrà luogo, ufficialmente per "impegni improvvisi". Dopo l'incontro in prefettura, dunque, tornerà a Roma senza fare comizi pubblici. Confermato, invece, il corteo organizzato dai centri sociali proprio per protestare contro la presenza a Napoli del ministro degli Interni: la partenza è prevista per le ore 18 dalla fermata della metropolitana di Toledo, a due passi da piazza Matteotti. Intanto, è stata anche lanciata l'iniziativa della "pañolada", presa in prestito dal calcio spagnolo: ovvero, l'esposizione di striscioni di contestazione verso Matteo Salvini, con i promotori dell'iniziativa invitano ad aderire "in massa" all'evento. Il riferimento è anche ai recenti fatti di cronaca, che hanno visto le forze dell'ordine rimuovere alcuni striscioni dai balconi di privati cittadini: un fatto che ha causato, come reazione, il proliferare di questo fenomeno che, in vista di giovedì, rischia ora di coinvolgere un po' tutti i balconi di Napoli. Per lo meno quelli contrari all'arrivo del vice-premier leghista nel capoluogo partenopeo.