Ezequiel Lavezzi, nel periodo in cui giocava nel Napoli, tra il 2012 e il 2013, frequentava una discoteca dove girava droga. E fu rimproverato da Genny ‘a carogna che, a sua detta comportandosi da vero tifoso della squadra, non voleva che i calciatori andassero in posti del genere. La circostanza viene raccontata dall'ex capo ultrà, che dopo la condanna in primo grado a 18 anni di carcere per traffico di droga ha cominciato a collaborare con la Direzione Distrettuale Antimafia e sta facendo mettere a verbale anche presunte pressioni da parte della camorra sul calcio Napoli.

L'episodio che vide coinvolto il Pocho, sempre stando a quanto raccontato da Gennaro De Tommaso, sfociò poi in una amicizia: ‘a carogna andò nel centro sportivo del Napoli, a Castel Volturno, per chiarirsi con lui e gli spiegò di essersi comportato in quel modo per tutelarlo, per evitare che venisse associato a un ambiente del genere. "Gli feci capire la situazione e diventammo amici", dice De Tommaso. Nei verbali sono menzionati, poi, degli incontri che ci sarebbero stati con i dirigenti del Napoli e con lo stesso presidente Aurelio De Laurentiis, durante i quali i gruppi di camorra avrebbero esercitato pressioni sul club. Tutte circostanze che, al momento, non sono supportate da riscontri investigativi.

Gennaro De Tommaso era diventato celebre per il suo ruolo da "paciere" la sera del 3 maggio 2014, quando fece da intermediario coi calciatori del Napoli e calmò la tifoseria dopo gli scontri in cui perse la vita il tifoso napoletano Ciro Esposito, prima della partita tra Napoli e Fiorentina, a Roma. Dopo la condanna a 18 anni di carcere aveva scelto di collaborare con la giustizia, decisione per cui è stato ripudiato dalla sua famiglia.