Il Museo e Real Bosco di Capodimonte
in foto: Il Museo e Real Bosco di Capodimonte

Riapre lunedì 18 maggio il Real Bosco di Capodimonte, dopo due mesi di stop a causa del Coronavirus. E sarà ancora più bello di prima. Durante la fase 1 dell'emergenza, infatti, tra marzo e aprile, il direttore del Museo Sylvain Bellenger ha approfittato della pausa per ristrutturare il giardino storico. Un radicale restyling che ha interessato i 14 km di viali, con la piantumazione di mille nuove alberi. I lavori sono stati condotti dalla ditta Euphorbia srl, Angeloni e Pantone Restauri. Riaprirà il 2 giugno, invece, il Museo di Capodimonte. Il Real Bosco di Capodimonte è passato sotto la direzione del Museo di Capodimonte con la Riforma Franceschini che ha unificato due gestioni in precedenza afferenti a diverse Soprintendenze, una rivoluzione amministrativo-gestionale che ha trasformato l’identità culturale e la missione stessa del museo.

A Napoli riaperti quasi tutti i parchi, resta chiusa la Floridiana

A Napoli i parchi verdi cittadini, in maggioranza di proprietà del Comune, sono stati riaperti con l'avvio della Fase 2, dal 4 maggio scorso in poi. Negli ultimi giorni, i giardinieri comunali e gli addetti della NapoliServizi hanno provveduto a tagliare l'erba che era cresciuta molto durante le giornate di stop e a rendere tutto pronto per la riapertura al pubblico. Diversi interventi ci sono stati sia alla Villa Comunale, che al Parco Virgiliano, mentre sono programmati anche per altri parchi, come il Viviani al Corso Vittorio Emanuele. "La Direzione del Real Museo e Bosco di Capodimonte – ha spiegato il direttore del Museo Sylvain Bellenger – ha intrapreso con la sua squadra un complesso compito nel voler recuperare il parco di Capodimonte nella sua interezza o meglio nei suoi significati più profondi. Il Bosco è un bene culturale, protetto dall’Unesco, per il suo immenso patrimonio storico, architettonico e botanico. In tale contesto è stato iniziato un profondo studio sulla storia del parco, consultati centinaia di documenti di archivio (sono stati trovati perfino gli originari elenchi delle specie piantate a Capodimonte), analizzati l’iconografia storica, fotografie, vecchi articoli di giornali o guide turistiche di inizio secolo scorso.