C'è anche il sindaco di New York, Bill De Blasio, tra i partecipanti al New York Pizza Festival nel Bronx, manifestazione "sorella" di quella che si tiene sul lungomare di Napoli. E il primo cittadino della Grande Mela adesso ha un sistema per riconoscere la "vera pizza" napoletana: deve essere preparata in modo che possa piegarsi in quattro parti, "a portafoglio" o "a libretto". Parola di Gino Sorbillo. E, se non si piega, desisti, come direbbe il fotografo don Pasquale (Enzo Turco) di Miseria e Nobiltà.

L'evento americano, che quest'anno arriva alla seconda edizione, è cominciato ieri, 5 ottobre e si concluderà oggi, 6 ottobre, nella Little Italy del quartiere newyorchese. Per l'occasione sono arrivati in America anche otto pizzaioli del Napoli Pizza Village, che si confronteranno coi colleghi statunitensi per mostrare al pubblico i diversi stili della pizza, da quella tradizionale napoletana a quelle "rivisitate" popolari negli Usa, tra cui le pizze del New York Style e del Chicago Style. Complessivamente saranno all'opera trenta forni, che per due giorni faranno rivivere le tradizioni italiane in un quartiere dove la componente di cittadini originari del Belpaese è ancora molto forte.

La partecipazione dei napoletani è il fiore all'occhiello della due giorni, che anche sul sito ufficiale dell'evento mette in evidenza le presenze: "special guest – si legge – from Naples, Italy, World Renowned Pizzaioli", ospiti speciali, da Napoli, i pizzaioli famosi in tutto il mondo. "Sembrava di trovarsi a Napoli – ha detto il pizzaiolo Gino Sorbillo, anche lui nel Bronx per partecipare all'evento – ho offerto al sindaco Bill De Blasio una pizza a portafoglio con rucola e crudo, gli ho spiegato che se la pizza non si piega a quattro non è la vera pizza".