Danni provocati dal terremoto a Ischia del 2017
in foto: Danni provocati dal terremoto a Ischia del 2017

Il terremoto che, il 21 agosto del 2017, colpì l'isola di Ischia, devastando Casamicciola e Lacco Ameno e provocando la morte di due persone, è stato un campanello d'allarme. È il risultato al quale è pervenuto una ricerca effettuata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dall'Università di Trieste e dall'Institute of Geophysics, China Earthquake Administration pubblicata su la rivista specializzata Engineering Geology. I ricercatori hanno analizzato la storia sismica passata di Ischia, mettendola in relazione con la distribuzione dei danni prodotti ai centri urbani. In particolare, la ricerca si è concentrata sugli eventi sismici dell'Ottocento, iniziati con il terremoto del 1828 e soprattutto sugli effetti devastanti del sisma del 1883, perfettamente descritti da Giuseppe Mercalli. "In considerazione dell'urbanizzazione attuale della zona, il nostro lavoro ha anche calcolato, in maniera necessariamente approssimativa, gli effetti che verosimilmente si avrebbero se avvenisse un terremoto simile, rispettivamente, al 1883, al 1881 o al 1828″ ha spiegato Giuseppe De Natale, ricercatore dell'Ingv.

"Il lavoro dimostra che il metodo più efficace per la messa in sicurezza delle aree urbane a maggior rischio è quello di consolidare gli edifici in modo che possano resistere, in ciascuna area, alle stesse intensità sperimentate durante il terremoto del 1883, che può essere ragionevolmente considerato il più forte evento atteso. La necessità di nuove ricerche in materia di pericolosità sismica e di una rapida messa in sicurezza dei centri urbani più esposti di Ischia è evidentemente urgente, ma rappresenta comunque un paradigma per l'intero territorio Italiano dove, purtroppo, terremoti di magnitudo anche estremamente modesta causano vittime e danni inaccettabili" conclude il ricercatore.