Partito Democratico inconsistente, dissolto ormai da tempo all'0mbra del Vesuvio, fra gli scandali e vicende giudiziarie: un consenso che alle passate Elezioni Comunali è stato drenato dalla presenza di Luigi De Magistris ma che ora, con una formazione per quanto ambiziosa  giovane e debolissima, cioè Potere al Popolo e con lo scarso appeal di Liberi e Uguali, ha portato le periferie napoletane verso un solo, ovvi,o voto: quello di protesta, quello al Movimento Cinque Stelle.

La primissima analisi del voto a Napoli restituisce un quadro interessante: boom del M5S che sfonda il 60 percento in alcuni quartieri di periferia, conquistando tutti i collegi uninominali e risultando primo partito in ogni quartiere del capoluogo della Campania. A Barra, storico quartiere ‘rosso' il M5S di Luigi Di Maio arriva al 65,3%; a Scampia (65,2%). Pianura (61%) e Secondigliano (60,3%), storici quartieri di centrodestra, hanno cambiato colore. Il secondo partito è Forza Italia, con il 16,4%. E il Pd? Fermo al 14,6%. I dem hanno retto relativamente solo nei quartieri della zona più agiata: a Chiaia il 27,1%,  al Vomero (25,5%), a Posillipo (24,4%) e all'Arenella (21,5%).