Avrebbe appiccato le fiamme dopo una serie di litigi in famiglia, derivanti da problemi economici. Ma il rogo gli era sfuggito di mano, mettendo a rischio anche la vita degli altri residenti, intrappolati nelle loro case: il fumo aveva invaso le aree comuni e le scale, le fiamme rischiavano di arrivare agli altri appartamenti e di danneggiare gravemente l'intero stabile. Carmine Iervolino, pregiudicato di 51 anni, è stato arrestato ieri sera, 2 dicembre, dai carabinieri di Torre Annunziata, ritenuto responsabile dell'incendio; nel 2012 era stato arrestato perché aveva chiesto che gli venisse modificato il domicilio dove stava scontando i domiciliari e, alla risposta negativa dei poliziotti, aveva lanciato una bottiglia molotov contro il commissariato.

Ieri sera l'allarme  era scattato quando un passante si era accorto del fumo che usciva da una delle finestre dell'appartamento di Iervolino, in un palazzo di via Avallone, a Torre Annunziata, in provincia di Napoli. L'uomo ha fermato una pattuglia di passaggio dei carabinieri, i militari si sono avvicinati e hanno scoperto che la casa era già avvolta dalle fiamme. In pochi istanti hanno dovuto organizzare un modo per tirare fuori gli altri residenti, si sono attaccati ai campanelli e hanno fatto evacuare lo stabile; alcuni sono stati fatti uscire dai Vigili del Fuoco, nel frattempo fatti intervenire, che hanno dovuto usare le scale antincendio e farli passare dalle finestre perché l'androne era già saturo di fumo.

Durante i successivi sopralluoghi, una volta messa in sicurezza l'area, i militari di Torre Annunziata e quelli del Nucleo Radiomobile hanno ispezionato l'appartamento di Iervolino, trovando le due bottiglie, una delle quali ancora piena di liquido infiammabile. È emerso così che era stato l'uomo a pianificare e ad innescare l'incendio della sua abitazione, per motivi familiari dovuti a problemi economici. Il 51enne è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale.

Una bomba molotov contro il commissariato di Polizia

Problemi coi familiari erano stati alla base anche di un precedente arresto di Iervolino, risalente all'aprile del 2012. All'epoca l'uomo, sottoposto agli arresti domiciliari, per i continui litigi con la madre aveva chiesto in commissariato che gli venisse modificato il domicilio. I poliziotti gli avevano spiegato che per una cosa del genere era necessario presentare una istanza in tribunale, ma lui non aveva voluto sentire ragioni e aveva minacciato di tornare più tardi.

Qualche ora dopo si era ripresentato e aveva lanciato una bottiglia molotov contro il portone del commissariato, provocando un principio di incendio. Riconosciuto dalle telecamere di videosorveglianza, era stato arrestato per incendio doloso, danneggiamento aggravato e possesso di materiale infiammabile, oltre che accusato di violazione dell'obbligo di sorveglianza speciale e di minacce agli agenti che lo avevano arrestato.