Il salvataggio della donna a Fuorigrotta durante l’incendio / foto Fanpage.it
in foto: Il salvataggio della donna a Fuorigrotta durante l’incendio / foto Fanpage.it

Questa giornata volge quasi al termine, fuori piove a dirotto ed io sono sveglia a guardare i miei due gemellini dormire. Il mio primo figlio è restato a casa della nonna paterna. Io sono da mia sorella. Mio figlio non sa che cosa in pochi secondi, poteva succedere oggi ai suoi fratellini”.
Inizia così la lettera di ringraziamento inviata in questura dalla donna che ieri mattina è stata salvata da 4 agenti dall’incendio divampato nel suo appartamento in via Pirandello, nel centro di Fuorigrotta, al quinto piano di un palazzo nel piazzale di fronte allo stadio San Paolo. Le fiamme sono partite da un ferro da stiro rovente caduto su un materasso di lattice e si sono propagate rapidamente, con lingue di fuoco visibili dai balconi degli edifici di fronte.

“Questi due tesori che guardo dormire e che hanno un sonno leggero che non durerà a lungo: poveri cuccioli – continua la madre parlando dei suoi piccoli – sono in un letto che non è il loro, lontani dal fratellone giocherellone e ancora traumatizzati da quello che hanno vissuto ma che non possono ancora capire. Poche ore fa, i miei bambini, in un momento hanno rischiato tanto, tutto. Poche ore fa, grazie a degli angeli si sono salvati. Questi angeli si chiamano Annamaria, Lucia, Umberto e Flaviano. La prima era la loro nonna, mia mamma, che dall’alto li protegge con il suo mantello invisibile, la seconda è un’amica amorevole che non li ha lasciati un momento e poi ci sono due angeli che si sono imbattuti nel nostro cammino solo oggi e che sono l’assistente Umberto Giannatiempo e l’agente scelto Flaviano Sarracino. I quali eroicamente hanno sfidato il fumo per mettere in salvo i miei cari”.

L’incendio dell’appartamento
in foto: L’incendio dell’appartamento

All'elenco mancano gli altri due operatori,  Giuseppe Aiezza e Giuseppe Negro, ma le parole scelte dalla donna hanno commosso i poliziotti intervenuti e i colleghi dell'Ufficio prevenzione generale che l’hanno letta in ufficio. “Anche se si dice che ogni mamma rinasce quando partorisce, nel mio caso i gemellini mi hanno davvero ridato la vita, aiutandomi ad affrontare uno dei dolori più grandi: la dipartita prematura della mia meravigliosa mamma. E oggi per un attimo, ho sentito che avrei potuto perdere anche loro. Per questo motivo spero con tutto il cuore che questi eroici poliziotti siano encomiati dal vostro Comando perché hanno davvero onorato la divisa che portano salvando più di una vita. Dal canto mio posso dire che resteranno per sempre nella memoria e nei racconti che farò a Ludovico e Riccardo. E se potessi avere un momento per parlare loro gli chiederei prima scusa perché con gli occhi pieni di lacrime non ho visto bene i loro volti (ma son sicura li riconoscerei tra mille) e poi un miliardo di volte grazie, con tutto il mio cuore. Sinceramente".