L'inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli sulla cattiva gestione delle politiche sui rifiuti del Comune di Napoli e della Regione Campania, ha portato alla luce in piena evidenza il fallimento di tutti gli obiettivi che Vincenzo De Luca e Luigi de Magistris si erano dati. Sono 23 gli indagati, tra Comune, Regione e aziende partecipate accusati di omissione di atti d'ufficio, accusati di essere corresponsabili del perdurare della procedura di infrazione dell'Unione Europea nei confronti del nostro paese. Oltre agli assessori al ramo, Raffaele Del Giudice e Fulvio Bonavitacola, indagati, sul banco d'accusa politico sono finiti proprio il Sindaco e il Governatore, bocciati senza appello dalle associazioni ambientaliste e dai comitati

Legambiente: "De Luca e De Magistris hanno ucciso la speranza"

Maria Teresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, parla a Fanpage.it con rammarico ma anche con rabbia in merito all'inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli. "Abbiamo quasi perso la voce a sottolineare i limiti del piano regionale dei rifiuti e a denunciare lo scaricabarile tra le istituzioni in questi anni". Proprio i comitati e le associazioni sono state una spina nel fianco rispetto alle due amministrazioni, sebbene a più riprese e con atteggiamenti alterni, abbiano provato a costruire dei ponti di dialogo. "Gli impianti di compostaggio non sono stati fatti, continuiamo a pagare quasi 300 euro a tonnellata lo smaltimento della frazione organica mandandola a Padova, con costi ambientali e sociali enormi, perché queste risorse, ad esempio, vengono tolte all'apertura di asili o scuole – sottolinea la presidente di Legambiente –  capiamo i rallentamenti e il fatto che spesso le gare vadano deserte, ma qui è un problema di priorità politica ed è evidente che il tema dei rifiuti non è una priorità di De Luca e De Magistris, il loro è stato un fallimento totale, gli obiettivi li avevano fissati loro e loro stanno non li hanno raggiunti". Tra le accuse principali mosse dai giudici di Napoli a Comune e Regione c'è quella di non essere stati in grado di realizzare gli impianti di compostaggio: "Nessuno è andato a parlare con i cittadini, nessuno ha spiegato la necessità degli impianti, insomma non c'è stata alcuna pianificazione e ci ritroviamo oggi con un risultato pari a zero" spiega la Imparato. "Abbiamo lavorato in tanti in questi anni perché rifiuti zero è un obiettivo che si può raggiungere, si può fare, ed invece hanno ucciso la speranza, e lo diciamo con rammarico. Ricordiamo tutti le parole di De Magistris appena eletto che parlava di una raccolta differenziata al 75%, noi siamo sempre stati più realisti del Re, ma fa rabbia riscontrare che la differenziata è addirittura in calo".

Stop Biocidio: "La città non merita questa gestione dei rifiuti"

Da sempre schierati nelle piazze ed in ogni mobilitazione nella Terra dei Fuochi, la rete Stop Biocidio raccoglie i comitati più attivi tra la provincia di Napoli e di Caserta sostenitori dell'obiettivo "rifiuti zero". De Luca li ha anche chiamati "camorristi" dopo alcune recenti contestazioni, un'accusa infamante per delle realtà di base da sempre in prima linea sui disastri ambientali. Non sorprende dunque il giudizio sull'operato della Regione Campania alla luce dell'inchiesta della Procura: "L'inchiesta restituisce una visione che denunciamo da tempo, conferma quello che è sotto gli occhi di tutti ovvero il fallimento del ciclo dei rifiuti della Regione Campania" spiega a Fanpage.it Raniero Madonna di Stop Biocidio. Nei documenti messi insieme dai pm c'è la cronaca di un fallimento: ancora 3,8 milioni di tonnellate di ecoballe da rimuovere ed un crono programma completamente saltato, impianti di compostaggio fermi al palo, eco distretti mai realizzati nella città di Napoli e la ciliegina sulla torta della disastrosa raccolta differenziata nel capoluogo partenopeo. Ma oltre agli attacchi al governatore Stop Biocidio non fa sconti al Sindaco di Napoli: "Sui rifiuti la giunta De Magistris ha palesemente fallito – sottolinea Madonna – ha fallito sulla raccolta differenziata non solo per le promesse fatte in campagna elettorale, ma anche per gli standard minimi di raccolta dei rifiuti in città. Dopo 10 anni ci si aspettava la realizzazione almeno dell'impianto di compostaggio e degli eco distretti, invece non è stato fatto nulla. Spesso in questi anni la capacità di raccolta non è stata quella che i napoletani meritano a fronte di una tassa sui rifiuti che è tra le più alte d'Italia". All'arrivo a Palazzo San Giacomo, Luigi de Magistris promise di liberare la città dal malaffare sui rifiuti e di farla diventare un modello virtuoso di gestione dei rifiuti. "Alcune cose buone sono state fatte – analizza il portavoce di Stop Biocidio – come l'allontanamento delle ditte in odore di camorra dalla gestione della raccolta dei rifiuti, ma dopo 10 anni non possiamo dire che sia sufficiente".