“La signora incinta mi avvisò di dover scendere dal bus alla fermata successiva. E io scesi con lei. Mi offrii di chiamare il 118, ma rifiutò”. Sul caso della donna incinta multata e fatta scendere dall'autobus perché senza biglietto parla il controllore che ha elevato la multa. La testimonianza del dipendente Anm è stata messa nero su bianco nella relazione ufficiale all'azienda dei trasporti, firmata il 19 agosto scorso.

L'episodio, portato alla luce dal quotidiano La Repubblica a ridosso di Ferragosto, risale a quattro mesi fa, alla mattina del 24 aprile scorso, e ha fatto molto discutere. Ne hanno parlato giornali e Tv. La neo-mamma, Federica Caroccia, protagonista suo malgrado della sfortunata vicenda, l'ha raccontata in prima persona, rivelando di essersi sentita “umiliata e non aiutata in quella situazione di disagio”. Dopo la nascita della figlioletta, avvenuta nella notte dello stesso giorno della multa, ha poi fatto ricorso contro il verbale da 71,10 euro, ma è stato respinto. L'Anm, il 17 agosto, si è scusata con un comunicato, parlando di “evidente eccesso di zelo nei confronti della signora, che andava invece aiutata e confortata”. L'amministratore unico Nicola Pascale si è impegnato a riesaminare la pratica del ricorso, “trattata in modo troppo burocratico”.

I nuovi biglietti Anm colore blu.
in foto: I nuovi biglietti Anm colore blu.

La relazione del controllore

Adesso, arriva la relazione ufficiale del controllore, resa all'azienda dei trasporti il 19 agosto. Nel documento, il verificatore, M.R., racconta la sua versione di quanto accaduto il 24 aprile, che differisce da quella della signora Federica. Il controllore afferma che quel giorno era in squadra con altri due agenti di Polizia Amministrativa.

Ecco il verbale redatto dal controllore Anm, che Fanpage.it ha potuto vedere ed è in grado di riportare integralmente:

“Operavo – scrive il controllore – in data 24 aprile 2019 sulla tratta Capodimonte-Colli Aminei-Cardarelli. Alle ore 11,20 circa, salivamo a bordo della Linea 604,  in località Colli Aminei, per effettuare la verifica dei titoli di viaggio. A seguito dei controlli, essendomi qualificato come Agente di Polizia Amministrativa, accertavo che la signora Caroccia Federica era sprovvista di titoli di viaggio. Mi sono attenuto a svolgere il mio operato richiedendo un documento valido di riconoscimento per verbalizzare la passeggera e la stessa firmava. La stessa – prosegue – in tutta tranquillità, mi esibiva il documento di identità e mentre scrivevo, mi avvisava di dover scendere alla fermata successiva, come da prassi e da regolamento normativo mi prestavo a scendere con Lei a continuare il mio operato”.

“Nonostante la passeggera incinta – continua la relazione – evidenziata dal pancione, in primo momento non necessitava di un supporto medico, sulla fermata, mentre completavo il processo verbale, mi riferiva un certo malessere. Prontamente mi sono offerto di richiedere l'intervento del 118 per appurare lo stato di salute della stessa. La signora rifiutava l'intervento del 118. Vedendo la tranquillità della passeggera, ho continuato la mia giornata lavorativa. Premetto che, se ci fosse stato qualcosa di anomalo, pur non essendo un dottore, avrei chiamato il 118 senza esitazione e scritto un rapporto informativo e messo a conoscenza dei fatti l'azienda”.

Il racconto della donna

Federica, questo il nome della protagonista, ha invece raccontato tutt'altro. Lo ricordiamo per onor di cronaca:

“Il 24 aprile, ero al nono mese di gravidanza, a 40 settimane e 5 giorni, stavo passeggiando sui Colli Aminei. Ho avvertito le prime contrazioni, dolori. Faceva molto caldo. Fortunatamernte ero in prossimità di una fermata dell'autobus. È arrivato, sono salita per recarmi al pronto soccorso. Dopo una fermata è salito il controllore e mi ha verbalizzato la multa, nonostante vessi spiegato che stavo vivendo una situazione di disagio, che non mi sentivo bene e mi stavo recando al pronto soccorso. In quel momento mi sono sentita umiliata e non aiutata in quella situazione di disagio. Fortunatamente è andato tutto bene, mia figlia è nata quella notte”.

“Successivamente – proseguiva la signora Federica – abbiamo pensato di presentare ricorso e la cosa che più ci ha gelato è stato il fatto che l'Anm ha rifiutato il ricorso poiché non hanno ritenuto il mio stato di emergenza valido per non avere il biglietto. Adesso provo una forte rabbia verso quello che è accaduto, perché credo che non debba succedere. Non è moralmente corretto e in quel momento ho vissuto un momento di forte paura e di disagio”.