Mentre viene presentato alla stampa il progetto da oltre 100 milioni di euro per la ristrutturazione dell'ospedale "Incurabili" di Napoli, evacuato nell'aprile del 2019 a seguito di alcuni crolli, le 20 famiglie sfollate che vivevano in un'ala della struttura sono ancora senza sostegno economico da parte dell'Asl. Prima le traversie tra diversi alberghi di dubbia fama, poi una volta trovata casa gli aiuti tardano ad arrivare ed economicamente per gli sfollati e durissima andare avanti. La Regione Campania ha pagato un contributo di circa 200 euro a famiglia a dicembre scorso per sostenere i fitti negli alloggi provvisori, ma da parte dell'Asl ancora non viene liquidato il contributo che porterebbe il sostegno alle famiglie a circa 400 euro.

L'Asl non liquida il supporto all'affitto e le spese per i traslochi

"Dopo lo sgombero del 6 aprile ci hanno sistemato per un mese in un albergo a Sant'Anastasia, poi successivamente ci hanno spostato in un albergo a Villaricca, ma era un albergo ad ore" spiega a Fanpage.it Antonio Varriale, uno degli sfollati degli "Incurabili". Sono 20 famiglie per un totale di circa 70 persone, molte delle quali vivevano nelle case di via Consolazione in un'ala dell'ospedale, da oltre 70 anni con un affitto calmierato. "Le lascio immaginare come si viveva con i bambini in un albergo ad ore  – prosegue il signor Varriale – così abbiamo stipulato un accordo con la Regione Campania e l'Asl Napoli 1, ci avrebbero dato un contributo per l'affitto, 200 euro la Regione e altrettante l'Asl. I soldi della Regione sono arrivati a metà dicembre ma dall'Asl non abbiamo ancora ricevuto nulla". All'ingresso dello stabile ci sono abitanti che portano via le ultime cose dalle proprie abitazioni. Accanto al portone d'ingresso c'e' il locale box dove ci fu il crollo del solaio che determinò l'ordinanza di sgombero da parte della Protezione Civile. "L'Asl in un primo momento ci disse che ci avrebbe pagato i traslochi – spiega Varriale – poi dopo ci dissero che ci avrebbero dato solo 500 euro a famiglia. Abbiamo fatto i traslochi, abbiamo le fatture ma anche questo tipo di contributo non ci è stato dato, non è arrivato niente".

Affitti cari e difficoltà a trovare casa

Ma non tutti sono riusciti a trovare una sistemazione. C'è chi è in condizioni molto precarie come la signora Rita Nolano: "In famiglia siamo tutti disoccupati, sia io che mio marito – racconta – siamo riusciti a trovare una casa in affitto, nella zona dei Miracoli nel Rione Sanità, ma paghiamo 600 euro al mese, il contributo dell'Asl non è ancora arrivato e non riusciamo ad andare avanti". La signora Elvira invece vive una situazione ancora più drammatica: "Io ho mio marito che è invalido al 100% e non demabula – spiega – stiamo appoggiati dalle mie sorelle, dopo l'esperienza dell'albergo ad ore siamo ritornati da loro, purtroppo nessuno affitta una casa ai pensionati. A Napoli affittano solo B&B oppure vogliono le referenze, per noi pensionati è molto difficile trovare una sistemazione. Non so come andremo avanti". I tempi infatti si preannunciano molto lunghi. L'opera di ristrutturazione presentata alla stampa è molto articolata, si inizierà dalle abitazioni degli sfollati ma i tempi sono tutt'altro che bevi. L'Asl prevede di assegnare i lavori nella primavera del 2021 da lì in poi cominceranno i cantieri che andranno avanti per almeno 3 anni. Se non ci sono intoppi chiaramente.

Verdoliva: "Mi impegno a erogare i contributi in una settimana"

Avvicinato in occasione della presentazione alla stampa del progetto di ristrutturazione degli "Incurabili", il direttore dell'Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva, ha preso un impegno: "Tempo zero – ha detto – mi impegno personalmente ad approvare in una settimana la determina per il pagamento dei contributi all'affitto per gli sfollati, è un contributo che abbiamo già stabilito e saremo di parola". Intanto la preoccupazione riguarda il prosieguo del calvario, se i contributi del 2019 dell'Asl verranno erogati nel 2020 si andrà avanti con pagamenti in ritardo strutturalmente? E come faranno le famiglie a tirare avanti nelle case provvisorie? Per volontà della beata Maria Lorenza Longo, fondatrice dell'ospedale "Incurabili", i cui resti finirono sotto le macerie del crollo dello scorso aprile, decise che le abitazioni dell'ala dell'ospedale dovevano essere assegnate a persone indigenti con affitti di favore. Le famiglie storiche che risiedevano agli "Incurabili" pagavano infatti 27 euro al mese. Una sorta di cifra simbolica. Ora bisognerà attendere che l'Asl mantenga fede all'impegno. Intanto mentre si muovono i primi passi della ristrutturazione, resta inevaso il quesito sulle responsabilità del crollo: Chi doveva fare la manutenzione e non l'ha fatta? Di chi è la responsabilità del disastro? Come è possibile che nessuno si sia mai accorto della precaria stabilità della struttura? A queste domande sembra che nessuno abbia grandi risposte.