Uno dei problemi più grossi di questa Fase 2 sarà far rispettare i divieti. La paura ha lasciato il campo alla voglia di uscire e il caldo ha fatto il resto, soprattutto per i più giovani. Risultato? Se per mesi le forze dell'ordine hanno potuto chiedere anche più volte al giorno esibizione di documenti e autocertificazioni ora si ha una reazione di segno opposto. E a volte, purtroppo, spropositata. A Ischia, popolosa isola del Golfo di Napoli (comprende ben 6 comuni) ieri gli agenti del commissariato della Polizia di Stato di Ischia hanno arrestato un giovane di 23 anni con l'accusa di resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale.

Cosa è successo? Presto detto: il giovane era stato sollecitato dalla pattuglia di poliziotti ad osservare le normative anti contagio Covid-19 ed ha reagito in maniera scomposta e violenta. Il 23enne si trovava in compagnia di una quindicina di coetanei all'esterno della sua attività commerciale in via delle Terme ad Ischia Porto quando una pattuglia della Polizia, impegnata in servizio di controllo del territorio, notava il gruppo ed invitava i componenti ad indossare le mascherine di protezione e sciogliere l'assembramento. In tutte le normative nazionali (i Dpcm) e regionali (le ordinanze) è più volte richiamato l'obbligo di evitare assembramenti, ovvero grupponi di più persone riconosciuti fra i principali motivi del contagio da Coronavirus viste le ridotte distanze.

Ebbene, in risposta alle parole degli agenti il giovane ha pensato bene di aggredirli con calci e pugni venendo poi bloccato, non senza difficoltà. Riportata la calma, il 23enne di Lacco Ameno con precedenti penali specifici, è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e sanzionato aver violato le disposizioni anti covid-19. Lunedì la sua Fase 2 inizierà con un processo per per direttissima.