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5 Maggio 2016
11:54

L’amichetta di Fortuna: “Caputo mi violentava tutti i giorni”

Il racconto della piccola ha determinato l’accusa di omicidio e violenza sessuale per la morte di Fortuna Loffredo a carico di Raimondo Caputo, detto Titò. La bimba ha raccontato agli inquirenti come il 44enne violentasse anche lei tutti i giorni.
A cura di Angela Marino
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Fortuna Loffredo
Fortuna Loffredo

"Mi violentava tutti i giorni". Questa la confessione agghiacciante della figlia 11enne di Marianna Fabozzi, accusata di abusi sessuali in concorso con Raimondo Caputo, il presunto assassino di Fortuna Loffredo. Le parole della piccola, contenute nell'ordinanza che ha disposto l'arresto di Titò, sono state lette mercoledì sera nel corso della trasmissione Chi l'ha visto? su Rai3. La bimba è stata sottratta alla famiglia insieme alle sorelline di 6 e 4 anni quando sono stati scoperti gli abusi da parte del patrigno e si trova ora in una struttura per minori.

"Titò mi disse: ‘Lo uccisa io'"

La testimonianza della piccola è stata fondamentale per l'arresto del 44enne vicino di casa di Fortuna. La bimba ha ricostruito gli ultimi momenti di vita della piccola Chicca, precipitata a giugno di due anni fa dal palazzone popolare del Parco Verde di Caivano, rivelando agli inquirenti come Titò le avesse confessato, durante una violenza, una di quelle che subiva quotidianamente, di aver ucciso Fortuna. "L'ho uccisa io" le avrebbe detto mentre abusava di lei e proprio la presenza della piccola Fortuna nella casa al settimo piano delle palazzine dove si trovavano Caputo, la convivente e le tre figliolette, sarebbe l'inquietante "segreto" di cui madre e figlia parlano durante le intercettazioni ambientali rilevate nel palazzo.

"Se andavo con lui ammazzava anche me"

"E se Chicca porta spia?", chiede la piccola alla mamma quando le raccomanda di non parlare della sua presenza in casa loro, convinta che Fortuna si trovi in ospedale ferita. "Chicca è morta" le risponde la madre. In un'altra intercettazione ambientale nel palazzo è sempre la bimba a osservare, spaventata: "Se andavo pure io mi uccideva pure a me". Il racconto della piccola, ritenuta dagli inquirenti e dai consulenti della Procura, che l'hanno valutata una testimone attendibile, ha determinato l'incriminazione per Caputo, ora in carcere con l'accusa di omicidio e violenza sessuale. "Finalmente ho detto la verità – ha scritto la piccola dopo la confessione con il pm – sono più felice, lui deve pagare per quello che ho fatto".

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