Raimondo Caputo, 44 anni, presunto assassino di Fortuna Loffredo
in foto: Raimondo Caputo, 44 anni, presunto assassino di Fortuna Loffredo

Svolta decisiva nel terribile caso della piccola Fortuna Loffredo. Questa mattina i carabinieri della compagnia di Casoria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip su richiesta della Procura di Napoli Nord, per l’omicidio della bimba di 6 anni, avvenuto il 24 giugno 2014 nel Parco Verde di Caivano (Napoli). In manette è finito Raimondo Caputo, il compagno della vicina di casa della famiglia Loffredo.  Secondo le ipotesi accusatorie l'uomo avrebbe attirato la piccola nell'appartamento per abusare di lei e poi l'avrebbe uccisa. Le investigazioni ipotizzano ripetute violenze perpetrate dall'uomo ai danni della piccola e di altre vittime. "Da una parte sono contenta perché ho avuto giustizia, dall'altro dico che quei due devono marcire in carcere perché hanno ammazzato mia figlia", Così commenta l'arresto che segna la fine del caso Domenica Guardato, la mamma di Fortuna. "Voglio guardarvi in faccia per capire perché lo avete fatto".

 Parco Verde, il caso di Fortuna Loffredo

L'uomo, accusato di violenza sessuale e omicidio, era già in carcere per abusi sessuali insieme alla compagna, Marianna Fabozzi. La coppia era finita in manette il 17 novembre 2015 con l'accusa di aver abusato sessualmente la figlioletta di 3 anni. Il caso era stato scoperto grazie alle intercettazioni ambientali raccolte nell'edificio. Marianna Fabozzi, è la mamma del piccolo Antonio Giglio, morto un anno prima di Fortuna precipitando dal balcone. Fortuna, detta Chicca, precipitò da una finestra della palazzina a giugno del 2014. Secondo quanto ricostruito nelle complesse indagini condotte in due anni, poco prima di morire la piccola sarebbe andata a giocare con l'amichetta, figlia di Marianna Fabozzi, nella loro abitazioni all'interno dello stesso isolato 3 delle palazzine. Gli esami sul corpo della bimba evidenziarono da subito segni di abusi sessuali.

Orco incastrato dalle testimonianze delle amichette di Fortuna

Sono le intercettazioni ambientali a dare a uno svolta alle indagini sulla morte du Fortuna. All'indomani dell'omicidio i carabinieri riempiono le palazzine di cimici, molte delle quali verranno distrutte dagli stessi individui coinvolti dalle indagini. Caputo eliminerà anche più volte le microspie a casa sua e della madre della compagna. Non solo: vengono acquisite e vagliate anche le testimonianze delle bambini del palazzo. Quando l'amichetta di Fortuna parla alla madre e al compagno di lei che la bimba del fatto che Fortuna fosse venuta a giocare a casa sua, questi cercano di convincerla a non deve raccontare quello che l'accaduto tanto che la bimba parla con la nonna di un "segreto". "Troviamoci con le stesse parole, non inncacagliare con la bocca" sono le parole che le cimici intercettano.

Da settembre 2015 tre bambine che sono state vittime degli abusi di Caputo – tra cui la figliastra 12enne –  assistite dagli psicologi e dagli assistenti sociali, ricostruiscono le violenze subite e raccontano di quelle sulla piccola Chicca che, come riferiscono, non voleva più subire."Sono felice ora – dice a marzo scorso una di loro agli inquirenti- non voglio andare con un'altra famiglia. Lui deve pagare per quello che ha fatto".