Noemi e i suoi genitori all’ospedale Santobono
in foto: Noemi e i suoi genitori all’ospedale Santobono

"Buongiorno Tania, tu non mi conosci, io benissimo e spesso, da un anno a questa parte vi penso sempre". Una lettera semplice, che arriva ai genitori della piccola Noemi un anno dopo l'agguato di camorra in cui la piccola è stata colpita, per sbaglio, da un proiettile. Mentre ancora oggi porta i segni di quel giorno, la sua vita è ricominciata, grazie alla forza di papà Fabio e mamma Tania. E proprio la madre della piccola Noemi, ha deciso di condividere sui social questa lettera.

"Sono l'infermiera dell'accettazione del pronto soccorso del Santobono, quel pomeriggio ricevo la chiamata dal 118 che mi avvisano dell'arrivo di una bimba "colpita di striscio" da un proiettile, il mio cuore si è gelato.
Poi la vedo arrivare in ambulanza…i ragazzi del 118 spaventati, io inizio a guardarla, i suoi occhi impressi nella mia mente da quel giorno  e mi accorgo del forellino di entrata sulla spalla! Corro con lei in braccio verso i codici rossi urlando verso i pediatri" il proiettile è dentro"! Ricordo che gli presi un accesso sulla mano mentre lei era seduta..e iniziammo l'infusione, avevo paura di farla stendere… mi disse solo "bebbè" voleva dormire, poi arrivarono gli anestesisti e la portarono in rianimazione. Mai come questa volta non ricordo i volti di chi accompagnava la piccola, mi ricordo solo di lei. Mi sono sempre informata sul suo stato di salute, la vidi una volta, con il bustino, durante una vostra visita di controllo, rincorrere i piccioni sotto la scala di ferro…. non puoi immaginare la mia felicità!! In bocca al lupo per tutto … davvero!"