"La camorra è disoccupazione. La vera mafia, la vera camorra, stanno a Roma. La camorra è una scelta di vita, un partito, un ideale". Rispose così Raffaele Cutolo, il capo della Nuova Camorra Organizzata, a Enzo Biagi, in una storica intervista che andò in onda il 25 marzo 1986 nella trasmissione "Spot – Uomini, Storie e Avventure", oggi riproposta nella puntata di “Rai3 per Enzo Biagi”, programma, a cura di Loris Mazzetti, realizzato da Rai3 con la collaborazione della Sede Rai dell’Emilia-Romagna. Biagi intervistò Cutolo nell'aula del tribunale dove lo stavano processando. A fianco del capo dell'Nco c'era il figlio Roberto. Dentro al carcere, Cutolo era stato soprannominato "‘O Professore", perché sembrava avere più potere del ministro della Giustizia. “Lei è un uomo che non ha paura di avere coraggio” dice Cutolo a Biagi prima di iniziare l'intervista, entrata poi nella storia del giornalismo italiano.

L'intervista di Enzo Biagi a Cutolo nel 1986

Signor Cutolo – inizia Biagi – quanti anni ha passato in carcere? “Ho perso il conto, credo che siano 23, oltre la metà dei miei anni”. La prigione ha cambiato qualche cosa in lei? “Io sono sempre lo stesso e ho sempre le stesse idee. Più passa il tempo e più mi convinco che in Italia si stava meglio quando si stava peggio”. Ci sono state nove perizie che hanno detto che lei non è normale e questo l’ha agevolata nella detenzione. È vero quello che dicono le perizie? “No, non sono pazzo. Se poi avere le mie idee significa essere pazzo, allora lo sono. A tutti i grandi dicono che sono pazzi". Lei si identifica con Gesù, con Buddha, Maometto, che cos’ha in comune con questi personaggi? “Abbiamo in comune gli stessi ideali. Gesù era un grandissimo uomo a quell’epoca”. A quell’epoca? Adesso come sarebbe? “Adesso è come tanti altri. Gesù ha saputo soffrire e a un certo punto non ce la faceva più e ha voluto morire sulla croce”. I suoi fiori preferiti sono le orchidee, ma sovente ha detto amo mandare i crisantemi? "I crisantemi si devono mandare al momento giusto. Li ho mandati. Per me è vera giustizia". Chi è un camorrista? "Una scelta di vita. È un etichetta. Ma io non l'ho detto mai". Camorra cosa vuol dire "Disoccupazione". Cosa pensa della droga? "Io sono sempre stato contrario con i fatti concreti. Ho scritto anche una poesia".  Che ne pensa Cutolo della vita, arrivato a 49 anni? "Quanto più si va avanti tanto più la vita puzza". E della morte? "Si deve accettare". Che idea si è fatto dei pentiti? "Poveretti, i pentiti non esistono. Sono falsi. Sono stati gestiti da giovani magistrati che volevano arrivare al potere. Il dissociato più del pentito non lo capisco". C'è chi la considera benefattore? "Ho sempre regalato sorrisi a chi aveva bisogno". Com'è la sua giornata di detenuto? "Scrivo, leggo, penso, si vive in solitudine, ma sopporto tutto con dignità. Mi dispiace per mio figlio in carcere per falsi pentiti". Le vengono imputati degli omicidi, cosa ne pensa? "Dicono che io ho fatto ogni cosa. Tutto assurdo. Non sono uno stinco di santo, ho fatto piangere chi mi ha fatto del male”.