Il maltempo che sta flagellando Napoli in questi giorni ha creato non pochi problemi soprattutto nelle zone costiere, dove il mare agitato ha causato anche danni al Circolo Canottieri (ed in misura minore a quello di Posillipo e quello Rari Nantes). Ma ha anche restituito un bel po' di immondizia ai napoletani. Le mareggiate, infatti, hanno riportato a riva quintali di plastica ed altri rifiuti sull'arenile del lungomare Caracciolo, il cosiddetto "Lungomare liberato" ribattezzato così dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris quando fu reso interamente pedonale. Lo spettacolo che l'ultima mareggiata ha offerto agli occhi di tutti è stato quanto più desolante possibile.

Particolarmente ricolma di rifiuti la spiaggia antistante la Rotonda Diaz, invasa da centinaia di bottiglie e bidoni di plastica, ma anche rifiuti di vario tipo, abbandonati in mare e riportati a riva dal maltempo, in una sorta di "restituzione" dell'inciviltà da parte della Natura. Da sempre il problema dell'abbandono di rifiuti in mare è al centro dell'attenzione di ambientalisti e non: la convinzione, o quasi, che gettare un rifiuto in mare equivalga a disfarsene sembra aver preso il posto del senso civico. E così, differente dagli altri animali che sviluppano verso l'ambiente in cui vivono una sorta di "naturale equilibrio", per gli esseri umani gettare un rifiuto in mare, che vada dalla "semplice" sigaretta alla bottiglina di plastica (oltre, ovviamente, a rifiuti tossici, ma questa è un'altra storia), sembra diventato un gesto quasi istintivo. Salvo poi scandalizzarsi quando il mare, semplicemente, li riporta a riva sotto i loro occhi. Molti operatori del Comune di Napoli adesso stanno provvedendo a mano o con rastrelli a ripulire la spiaggia, ma il vero problema sarà adesso smaltirli visto che si tratta di un notevole quantitativo di immondizia, che per ora sta finendo accantonato lungo i marciapiedi del Lungomare in attesa di conoscere il proprio destino.