Ieri mattina, su disposizione della Dda di Napoli, i carabinieri si sono presentati negli uffici del Comune e nelle abitazioni degli indagati per effettuare perquisizioni e sequestri di materiale. Sì perché nel capoluogo campano, come riporta Il Mattino, è scattata la maxi inchiesta sulle nozze tra il cantante neomelodico Tony Colombo e Tina Rispoli che, lo scorso 25 marzo, sostanzialmente bloccarono piazza Plebiscito, nel cuore di Napoli, con tanto di carrozza bianca all'esterno della Basilica di San Francesco da Paola. Da mesi, il Comune, travolto della polemiche per aver concesso ai due sposini festeggiamenti così sfarzosi, lamenta invece l'assenza di permessi per le celebrazioni in piazza. Oltre alle polemiche, il Comune adesso è stato travolto anche dall'inchiesta: sono 9 in tutto gli indagati. Oltre al cantate, tra questi figurano anche Claudio de Magistris, fratello del sindaco di Napoli Luigi, due ufficiali della Polizia Municipale, tre vigili urbani, una staffista della segreteria del sindaco e una dipendente dell'amministrazione comunale.

Le polemiche sul matrimonio

Secondo gli inquirenti, il flash mob in piazza Plebiscito in occasione delle nozze del cantante neomelodico non sarebbe stato autorizzato in alcun modo. Come detto, i militari dell'Arma, su disposizione della Procura, si sono recati negli uffici di Palazzo San Giacomo e nelle abitazioni degli indagati e hanno sequestrato computer e telefoni cellulari: la speranza degli inquirenti è di riuscire a delineare meglio i contorni dell'intera vicenda tramite i messaggi e le mail che gli indagati si sono scambiati prima e dopo il flash mob del marzo scorso. Claudio de Magistris, fratello del sindaco, attivo in ambito musicale, avrebbe fatto da tramite, secondo gli inquirenti, tra Tony Colombo e l'amministrazione comunale.

Il sindaco de Magistris: "Estraneo ai fatti"

Sulla vicenda si è espresso anche il sindaco Luigi de Magistris, che ha ribadito la sua totale estraneità ai fatti:  “In questa vicenda surreale sono estraneo e danneggiato. Sono convinto che gli indagati evidenzieranno la correttezza del loro operato a dimostrazione della trasparenza e della legalità con cui il Comune ha sempre lavorato in questi otto anni. Non parlerò più di Colombo e
dintorni per non dare risalto mediatico a chi intende buttare fango anche sulla mia persona, come questa squallida storia ha già dimostrato".