"Prepariamo un po' di querele per chi accosta il nome del consigliere palermitano arrestato al mio e per chi ha scritto di un improbabile utilizzo di una canzone di Nino D'Angelo da parte mia". Minaccia di passare alle vie legali il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, che in un post su Facebook chiarisce alcune questioni, sentenziando, duro: "La mia pazienza ha un limite, le cazzate di alcuni giornalisti no" .  È infatti di qualche giorno fa la notizia della diffida da parte del cantante napoletano Nino D'Angelo che accusa il movimento pro-Sud "Noi con Salvini" di aver usato la sua “Jamme Ja” cantata con Maria Nazionale a Sanremo 2010, negli spot promozionali. “Questo brano non potrebbe essere mai l’inno di chi ha fatto sempre dell’antimeridionalismo il suo punto di forza. Mai. Viva il sud!” aveva dichiarato l'artista napoletano in un post su Facebook alcuni giorni fa.

Secondo Salvini, l'accusa non sarebbe altro che una gigantesca balla inventata dai giornalisti, e diffusa con un vasta eco da parte del suo pubblico, dallo stesso cantante. Nessun "improbabile utilizzo" del brano scritto dal popolare neomelodico partenopeo, rimarca Salvini e alla diffida, annuncia di rispondere con una querela. Il politico approfitta anche per chiarire un'altra delle "cazzate dei giornalisti": quella relativa alla militanza nel movimento "Noi con Salvini" del consigliere palermitano Giuseppe Faraone, arrestato lo scorso 9 febbraio con l'accusa di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il leader della Lega prende le distanze affermando di non conoscere l'esponente del consiglio palermitano. Quanto alla querelle con Nino D'Angelo, lo stesso cantante non ha ancora replicato all'offensiva di Salvini.