«Abbiamo fatto questa scelta di cominciare con due gruppi di persone, per cercare donatori di plasma iperimmune. Il primo sono medici e infermieri (di vari ospedali ndr) che sono stati ricoverati al Cotugno e sono guariti. Professionisti che generosamente, come hanno rischiato e si sono contagiati,  ora donano. Il secondo gruppo invece, grazie a un accordo tra il Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera dei Colli Maurizio di Mauro e la Dottoressa Maria Morgante, D.G. dell'Asl di Avellino, saranno pazienti dell'ex zona rossa di Ariano Irpino». Quando Rodolfo Conenna, Direttore Sanitario dell'Azienda Ospedaliera dei Colli, racconta a Fanpage.it come partirà la ricerca dei donatori di plasma iperimmune, è cauto. Diversi sono i risultati positivi che arrivano anche da altre regioni d'Italia, ma bisogna ricordare che questa è una sperimentazione e un vaccino vero e proprio, per sconfiggere il Covid – 19, ancora non esiste. La scelta di partire da operatori sanitari e chi vive ad Ariano Irpino, fino a poco tempo fa identificata quasi come una "Codogno del sud", è altamente simbolica. Serve a dare un segnale: Chi ha sconfitto il virus, oggi, può dare un senso a quei giorni di incertezza e paura.

La sperimentazione del plasma iperimmune

«Venerdì scorso è stata approvata la sperimentazione della terapia del plasma iperimmune dal Comitato etico che oggi è partita al Cotugno. La prima fase prevede il prelievo del sangue, per capire quanto i pazienti guariti siano immuni – spiega il Dottor Conenna, che aggiunge – poi successivamente c'è la fase della donazione vera e propria, che si fa presso il nostro il nostro Centro Trasfusionale del Monaldi». Qui viene prelevato il plasma, analizzato attraverso delle indagini che dovranno garantire che sia sicuro dal punto di vista batteriologico e solo dopo potrà il trattamento sui pazienti ancora positivi al Covid – 19.