G.D.B., barricato in casa con la minaccia di far esplodere una bombola del gas / Foto Fanpage.it
in foto: G.D.B., barricato in casa con la minaccia di far esplodere una bombola del gas / Foto Fanpage.it

Quando si è barricato in casa, con la madre anziana e la minaccia di far saltare una bombola del gas, nessuno pensava che avrebbe resistito così tanto. Invece G.D.B., 25enne di Monteruscello, frazione di Pozzuoli, ha ceduto solo in seguito all'intervento del GIS, avvenuto dopo 27 ore, quando è stato catturato dalle forze dell'ordine. Ma facciamo un passo indietro.

Sono le 23.30 del 29 luglio quando a via Brancati, nella palazzina del lotto 1 bis del quartiere puteolano si scatena il panico. Dal terzo piano, raccontano alcuni testimoni, il ragazzo ha iniziato a tenere sotto scacco l'intero fabbricato. Dopo le minacce è passato ai fatti gettando nel cortile una bombola del gas che fortunatamente non è esplosa, ma ha segnato un punto di non ritorno: la minaccia era reale ed era necessario intervenire. La prima notte 25 famiglie dello stabile l'hanno trascorsa fuori casa, mentre i carabinieri tentavano di entrare all'interno dell'appartamento, dove il 25enne si era barricato con la madre minacciando con un'altra bombola del gas, di far saltare in aria tutto.

Tuttavia il tentativo non è andato a buon fine e un militare è stato anche ferito dal giovane, seppur lievemente. A nulla sono serviti i successivi approcci con un negoziatore che senza successo ha cercato di calmare il ragazzo. Alle 12 in punto, più di 10 ore dopo i primi attimi di panico, c'era una folla di gente che chiedeva una sola cosa: poter rientrare nella propria casa. Secondo le prime ricostruzioni il ragazzo, che soffrirebbe di disagi psichici secondo alcuni vicini di casa, chiedeva un lavoro e una casa sul lungomare di Pozzuoli.

Sul posto, insieme ai carabinieri sono intervenuti anche i vigili del fuoco e gli uomini della polizia municipale. Grazie alla protezione civile è stata disposta la cena per le 25 famiglie sfollate, che hanno poi dormito in albergo. Perché G.D.B. non dava segni di cedimento. Dopo 20 ore è arrivato anche il il comandante provinciale dei carabinieri di Napoli Ubaldo Del Monaco, che ha coordinato le operazioni che hanno portato al fermo del ragazzo. Bisognava attendere la notte perché il GIS, reparto speciale dell'Arma, potesse intervenire. Per 27 ore la palazzina è stata sotto il controllo di quel terzo piano che impediva a chiunque di potersi avvicinare. Mentre le forze dell'ordine preparavano  il blitz, via Brancati a Monteruscello si è trasformata in una sorta di teatro a cielo aperto. Tutti, compresi i bambini, volevano capire cosa stesse succedendo, decidendo di restare fino alle 4 del mattino, quando tutto è terminato, con il fiato sospeso.

Il 25enne nel frattempo entrava e usciva dal balcone del suo appartamento, dove vive con la madre, destando non poche preoccupazioni. Verso le 23 del 3o luglio ha iniziato a lanciare oggetti e a mostrare segni di squilibrio. In molti, però, continuavano a ripetere la stessa cosa: «Un bravo ragazzo, con qualche problema, che ha perso il padre un po' di tempo fa e che dovrebbe essere aiutato».

Alle 3.55 del mattino. del 31 luglio, dopo il lancio di alcuni flashbang per stordire il ragazzo, il GIS si è calato dal quarto piano e in pochi secondi lo ha neutralizzato. Successivamente è stato portato via a bordo di una gazzella dei carabinieri, mentre la madre è stata visitata dai paramedici sul posto. Per lei solo un po' di spavento. «Si cerca di individuare sempre la soluzione più tranquilla. Nonostante numerose ore di trattative da parte del nostro negoziatore, lui non ha desistito dal suo intento, abbiamo quindi optato per un'operazione con l'intervento del GIS», ha spiegato il comandante Del Monaco ai cronisti. Il ragazzo è stato portato in carcere e risponderà di lesioni, violenza, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale.