L'erede perfetto dell'illuminismo napoletano, con battute divertenti e folgoranti, contraddistinto da un grande umorismo e grande tolleranza. Così Piero Angela ricorda Luciano De Crescenzo, morto nel primo pomeriggio di oggi, 18 luglio, a Roma, nell'ospedale dove era ricoverato da qualche giorno. Della lunga conoscenza con il poliedrico artista napoletano, il divulgatore ricorda un episodio che gli aveva raccontato De Crescenzo e che risale al periodo in cui stavano girando Così parlò Bellavista, il film-cult dell'ingegnere-filosofo napoletano, girato negli anni '80, in cui recitarono i grandi interpreti del cinema e del teatro napoletano dell'epoca.

Durante una pausa della lavorazione si avvicinò un uomo che gli chiese di andare a casa sua a vedere "una cosa che avrebbe apprezzato". Dopo un iniziale rifiuto, De Crescenzo lo seguì. "E quel signore – racconta Piero Angela – gli mostrò un piccolo quadro appeso alla parete, coperto da una specie di sipario, con una candelina davanti come si fa con i santi. ‘Ma chi è, San Gennaro?' chiese De Crescenzo. L'uomo tirò il cordino del sipario, e venne fuori un grande punto interrogativo. Insomma, era un altarino al dubbio: simbolo perfetto di quello scetticismo elegante che solo a Napoli può esistere".

Per Piero Angela, Luciano De Crescenzo "era il perfetto erede dell'illuminismo napoletano, una persona di grande umorismo e tolleranza, di fine educazione e insieme capace di battute sempre folgoranti e divertenti. Aveva quasi la mia età, ci separavano solo poche settimane. E poi ci siamo incontrati diverse volte, l'ultima a cena a casa di Marisa Laurito: in quella occasione era molto chiuso in se stesso, aveva peso quel modo brillante di porsi".