“L'ordinanza di De Luca sulla movida non è chiara. Non si capisce cosa si intende per asporto. Noi facciamo somministrazione di bevande e serviamo i drink in bicchieri biodegradabili. Se il cliente si siede al bancone e poi decide di fare due passi col bicchiere in mano non possiamo essere noi gestori a impedirglielo o a controllare se ha finito il drink prima di alzarsi, perché non facciamo servizio di polizia. Ed è assurdo pensare che le forze dell'ordine debbano inseguire centinaia di persone coi bicchieri in mano invece di vigilare sui veri delinquenti. De Luca vuole fare campagna politica contro i baretti? Ma siamo nel Duemila e l'era del proibizionismo è finita. Se non arriva un chiarimento dalla Regione, noi lavoreremo fino all'una servendo glii alcolci, ma se il cliente si alza, io non mi sento responsabile di nulla. Non posso seguirlo dove va”. Non le manda a dire Davide Schiano, titolare del brand Spritzerò Aperitivo Italiano, con punti vendita al Vomero, Antignano, via Chiaia, San Pasquale, Mergellina, Colli Aminei, Pomigliano e Salerno. L'ordinanza 53 della Regione Campania vieta la vendita da asporto di bevande alcoliche a tutti i locali dopo le 22 e il consumo degli alcolici in luoghi pubblici tra le 22 e le 6 del mattino, mentre fissa la chiusura di bar, ‘baretti', vinerie, gelaterie, pasticcerie, chioschi e ambulanti all'una di notte, con obbligo di vendita al bancone dalle 22 all'1. Per i trasgressori sono previste multe da 400 a 1.000 euro.

Cosa ne pensa?

“Accogliamo il messaggio di apertura, con l'estensione dell'orario dalle 23 all'una. Ma ci aspettiamo tra qualche giorno una nuova ordinanza che apra h24, perché i contagi sono bassi. Niente giustifica questa linea della Regione. Comprendiamo il momento storico, la necessità di mantenere le distanze sociali. E noi abbiamo sempre rispettato tutte le regole anche nei momenti più difficili dopo la riapertura e non abbiamo mai avuto nessuna sanzione. Ma ora i dati dell'epidemia sono in calo. Il governatore fa propaganda politica sulle spalle dei lavoratori dei locali. Noi non lo accettiamo. Siamo stanchi di essere definiti come una categoria di delinquenti che genera problemi”.

Cosa non vi convince dell'ordinanza?

“L'ordinanza attuale è poco chiara e soggetta a interpretazione. Ci siamo confrontati con diversi comandi di Polizia Municipale e con i Carabinieri. Credo che sia necessario un chiarimento da parte della Regione. Perché nell'ordinanza ci si riferisce all'asporto, ma noi facciamo attività di somministrazione bevande. L'ordinanza deve essere chiara, non è possibile che ogni volta si debba aspettare un chiarimento che arriva oltre l'orario di apertura. Non si può lavorare così, noi siamo imprenditori seri, abbiamo 24 dipendenti, dobbiamo spiegare quali sono le procedure. La politica deve dare una linea univoca. Noi due settimane fa dicevamo ai clienti che dovevano prendere i drink e andare subito via. Adesso invece è il contrario”.

Cosa non è chiaro nell'ordinanza?

“Non è chiaro cosa si intende per il divieto di asporto. Se parliamo di sanitaria l'asporto sottintende un bicchiere con tappo che il cliente può consumare dove vuole. Se parliamo di responsabilità civile l'asporto è tutto. Ma io non posso obbligare un cliente a restare nel locale. Sul Lungomare per esempio il contenitore di vetro non è consentito. Noi vendiamo solo in bicchieri biodegradabili. Ma come si fa a controllare se ogni cliente ha finito il drink prima di alzarsi?

Come vi comporterete quindi?

“Noi ci aspettiamo un chiarimento su cosa si può fare dopo le 22. Se si possono servire gli alcolici lo faremo. Ma non possiamo assumerci la responsabilità di controllare i clienti. L'orientamento della delibera sembra quello di evitare il consumo in strada di alcolici e infatti viene vietata la vendita ai supermercati dopo le 22. Perché effettivamente può esserci un rischio di questo tipo. La vendita nei locali autorizzati è più sicura. Se ci arriva una persona che non è in grado di bere non lo serviamo. Noi forniamo gli alcol test gratis. Se ci sono giovani che abusano di alcol non tocca a noi formarli”.