Riesplode la guerra della movida tra i comitati e i locali di Bagnoli. Dopo una sfilza di diffide rimaste inascoltate, i residenti fanno ricorso urgente in Tribunale contro Comune e Autorità Portuale, proprietari dei suoli dati in concessione, per fare in modo che obblighino i locali a rispettare i divieti contro lo smog acustico. Pena pesanti penali per ogni giorno di violazione dei divieti. E questa volta, nel mirino delle associazioni civiche ci finisce anche l'ex Base Nato di Bagnoli, appena riaperta con un programma per due mesi ricco di intrattenimenti tra musica, cinema, bar, food e piscina fino a sera.

Gli allarmi e le ammonizioni lanciati dai comitati in questi mesi, finora, sono rimasti lettera morta. «Anzi – attaccano i residenti – la situazione è addirittura peggiorata». Così, giovedì, il Comitato per la Vivibilità Cittadina, presieduto dall'avvocato Gennaro Esposito, ha presentato un ricorso per procedura d'urgenza in Tribunale contro il Comune di Napoli e l'Autorità Portuale del Mar Tirreno Centrale, per chiedere di fermare la movida fracassona. Ma è scontro anche sugli schiamazzi in piazza San Domenico Maggiore. Stamattina il comitato ha presentato ricorso d'urgenza. L'udienza è fissata al 5 luglio.

I residenti: a Bagnoli, dopo gli esposti situazione peggiorata

Su Bagnoli i comitati hanno già denunciato. C'è un processo in corso e l'udienza è fissata al 1 ottobre prossimo. Ciò nonostante, «nel corso del presente giudizio – è scritto nel ricorso – la situazione è divenuta ancora più insostenibile, visto che la salute dei cittadini è gravemente compromessa da notti insonni ed intere giornate sotto il martellante rumore delle discoteche che si trovano lungo via Coroglio a cui si è aggiunto dal 6 giugno anche il sito dell’Ex Base Nato di via della Liberazione, adibito a discoteca ed a luogo di concerti». Nel ricorso, quindi, vengono elencati gli spettacoli che si sono tenuti, secondo il comitato, in barba ai divieti e alle diffide. Tra questi gli eventi del 6-7 giugno all'ex Base Nato, quelli del 25-28-30 aprile e 10-24-25-26 maggio all'Arenile di Bagnoli».

A cosa serve il ricorso d'urgenza?

In pratica, il Comitato per la Vivibilità Cittadina chiede al Tribunale di emettere una ordinanza cautelare urgente nei confronti di Palazzo San Giacomo e dell'Autorità Portuale per obbligare i gestori a rispettare le ripetute diffide – tra le ultime quella dell'Ufficio Ambiente del Comune del 30 aprile scorso sulle attività de L'Arenile, poi rafforzata dal provvedimento del presidente della X Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta del 7 maggio. Entrambe, finora, secondo i residenti, inascoltate.

Cosa chiedono i comitati anti-movida?

Nello specifico, Comune e Autorità Portuale sono chiamati «a far cessare qualsivoglia attività molesta nelle case, addebitabile a schiamazzi, rumori o musica digitale o dal vivo provenienti dalle attività commerciali e dalle aree pubbliche di Piazza Bagnoli, Via Coroglio e zone limitrofe, tra cui anche la interdizione assoluta a svolgere eventi di pubblico spettacolo o se non altro a contenere le emissioni sonore nei limiti di tollerabilità». Tra le proposte, il divieto di fare baccano dopo le 22. Stop quindi anche a amplificatori, tamburi, bonghi. Quindi, a presidiare il territorio con la Polizia Locale per regolare il traffico e vigilare sugli affollamenti. A controllare le prescrizioni previste dalle concessioni rilasciate agli esercenti presenti a Bagnoli ed in Via Coroglio. Infine, predisporre tramite Arpa, Asl o propri tecnici un sistema di monitoraggio acustico prolungato. Nonché prevedere sia per il Comune che per l'Autorità Portuale delle penali giornaliere per ogni violazione dei divieti.