Il mandante del rapimento dei tre napoletani scomparsi da oltre due anni in Messico sarebbe stato liberato, in circostanze che non sono ancora chiare. Lo fa sapere l'avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie di Raffaele e Antonio Russo e di Vincenzo Cimmino, di cui non si hanno più notizie dal 31 gennaio 2018. I tre si trovavano in una cittadina di 16mila abitanti a 700 km da Città del Messico, facevano i venditori ambulanti; sarebbero stati venduti ai narcos da alcuni poliziotti per l'equivalente di 43 euro. "Josè Guadalupe Rodriguez Castillo alias ‘el Quince', – dice l'avvocato Falleti – arrestato nel luglio del 2018 con l'accusa di essere il responsabile della sparizione dei tre napoletani poi venduti ai narcos dalla Polizia Municipale di Tecalitlan è tornato in libertà".

"La fonte è certa – continua Falleti – così come lo sono i giornali messicani i quali riferiscono anche che il Quince e i suoi uomini si sono resi responsabili di una imboscata ai danni di 40 poliziotti, lo scorso 15 ottobre 2019, avvenuta nella comunità di Aguaje, comune di Aguililla, a Michoacan. Nell'agguato ne sono stati uccisi 13 e molti sono i feriti. Abbiamo bisogno che qualcuno abbia il coraggio di interessarsi veramente della vicenda, perché la questione riguarda poliziotti messicani, rappresentanti dello Stato, che vendono cittadini italiani per 43 euro".

Il legale sottolinea che le famiglie sono ancora in attesa di risposte dal Messico, come i risultati degli esami di laboratorio sulle impronte digitali e sulle tracce di capelli rinvenute nelle automobili dei tre napoletani scomparsi. E punta di nuovo il dito contro il Governo italiano, rinnovando l'appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Luigi Di Maio, ministro degli Affari Esteri, a Roberto Fico, presidente della Camera, e all'Ambasciata italiana in Messico. "L'attenzione è stata alta solo nell'immediatezza dei fatti – dice – poi si sono dimenticati dei loro connazionali. Siamo ancora in attesa di una chiamata della Farnesina e di una solidarietà che non è stata mai espressa da coloro che ci rappresentano. Ribadisco con forza il concetto che ci sono cittadini di serie A e serie B. Se un rappresentante delle forze dell'ordine italiane avesse venduto un cittadino di un altro Paese alla malavita, l'Italia sarebbe stata attaccata, accusata, umiliata. Succede il contrario e a noi va bene così".