La salma di Salvatore De Stefano è al momento bloccata alla Dogana di Napoli: partita venerdì scorso da Città del Messico, dopo lo scalo a Monaco è arrivata in Italia senza il certificato sanitario e quindi potrebbe dover tornare in Germania per la produzione di altri documenti utili. Lo fa sapere il legale che sta assistendo la famiglia De Stefano, l’avvocato Gennaro Demetrio Paipais. “La salma di mio fratello non è un pacco postale – si sfoga con amarezza la sorella, Rossella De Stefano – sono indignata per il trattamento riservato che ci ha obbligato a rinviare le esequie, originariamente fissate per martedì 16 aprile, alle ore 10.30, per gravi disorganizzazioni”. Intanto, proseguono le indagini per ricostruire le circostanze che hanno portato all'omicidio, risalente al 4 aprile: Salvatore De Stefano era con due amici nel ristorante “La Bella Donna”, nel quartiere Cuauhtemoc, quando un uomo è entrato, gli ha puntato la pistola contro e ha sparato; da alcune testimonianze, riportate dai media messicani, il killer lo avrebbe chiamato per nome e avrebbe parlato in italiano, circostanza che farebbe pensare che si trattasse di un connazionale della vittima. Non ci sarebbero legami con raggiri effettuati vendendo generatori contraffatti, come era circolato nelle prime ore sui giornali messicani, ma si tratterebbe di una vendetta nata per motivi privati.

“La segretezza delle indagini impone riservatezza – spiega l’avvocato Paipais, che ha partecipato a un incontro alla Farnesina – ma l’ipotesi della truffa ai narcotrafficanti viene esclusa dagli elementi emersi dalle indagini difensive. La Procura romana si sta coordinando con la Procura messicana per rintracciare il killer che, a quanto si apprende da persone all'interno del ristorante la sera del 4 aprile, sarebbe stato riconosciuto”.

La salma è stata sbloccata il 16 aprile e nel pomeriggio si sono tenuti i funerali a Napoli.

Articolo aggiornato il: 16 aprile.