La Villa Comunale di Napoli
in foto: La Villa Comunale di Napoli

Alberi malati o pericolanti abbattuti sempre più spesso. Rami-killer che franano in strada sotto la sferza del vento. Parchi chiusi per incuria e rischio sicurezza. Le condizioni del verde cittadino sono da anni al limite della sopportazione e devono fare i conti non solo con la crescente aggressività del maltempo, ma anche con le risorse ridotte comunali al lumicino. Per la manutenzione ordinaria dei parchi e delle aiuole di Napoli in bilancio per quest'anno il Comune ha messo solo 270mila euro di fondi propri, attinti dagli oneri concessori. Pochi spiccioli, che dovrebbero servire per curare gli oltre 28mila alberi presenti a Napoli, dei quali circa 1.500 a rischio crollo, con altri 4mila osservati speciali. Non bastano. Secondo le stime dei tecnici ne servirebbero almeno 5 volte di più. A questi si aggiungono i costi lievitati per gli interventi urgenti di abbattimento o potatura (altri 386mila euro). "Il problema – spiega l'assessore al Verde Luigi Felaconon è tanto la scarsità di risorse, perché ci sono 3 milioni della Città Metropolitana per la ripiantumazione e altri 15 milioni per i parchi, quanto impiegarle nel più breve tempo possibile. I frutti arriveranno”.

Mancano gli agronomi, deserto il bando per la mobilità lanciato dal Municipio

Il Comune dovrebbe ispezionare le alberature a rischio ogni volta che sulla città si abbatte una tempesta come quella degli ultimi giorni. Purtroppo c'è assenza assoluta di agronomi. L'ultimo bando per la mobilità del personale lanciato da Palazzo San Giacomo si è chiuso con un nulla di fatto. E attualmente è aperta una selezione per reclutarne 4 a tempo determinato. Mentre ancora non è decollata la proposta di ricorrere all'ausilio dei tecnici delle Università e dell'Ordine degli Agronomi annunciata due mesi fa dall'amministrazione. “Abbiamo purtroppo – commenta Felacouna mancanza di agronomi, che, credo, dovrebbero essere assunti a tempo indeterminato e non a termine. Al momento, c'è un solo agronomo-dirigente. Abbiamo però i periti agrari nelle Municipalità. Chiederemo un tavolo al ministero sulla carenza di personale. Il tema va affrontato, perché affligge tutto il Paese, non solo Napoli. Nel frattempo, ci auguriamo che possa avviarsi la collaborazione con Università e Ordine degli Agronomi". 

Crescono abbattimenti e interventi urgenti: 400mila euro in un anno

Con le manutenzioni ridotte col contagocce, intanto, crescono i costi per gli interventi straordinari di abattimento. Per le operazioni urgenti sugli alberi, indispensabili dopo il maltempo che tra ottobre e novembre 2018 flagellò Napoli, il Comune, per esempio, ha investito 200mila euro, di cui 51mila impegnati. Altri 186mila euro, di cui 86mila impegnati, sono andati quest'anno, invece, all'abbattimento e alla potatura degli alberi, o per eliminare le ceppaie e piantare nuovi arbusti, nonché ai trattamenti con gli antiparassitari. Fondi comunali, come per le manutenzioni, attinti dagli oneri concessori. A questi si aggiungono 20mila euro per la gestione dei grandi parchi. Mentre la NapoliServizi contribuisce con il proprio supporto finanziato con 4,4 milioni dalla Tassa di Soggiorno, di cui pagati finora 1,2. A questi si aggiungono i fondi della Città Metropolitana e del Patto per Napoli.

Task force per l'emergenza, l'assessore Felaco: “Domani riapre via Petrarca”

Anche oggi i servizi tecnici di Palazzo San Giacomo sono stati al lavoro per mettere in sicurezza la città. Chiamati in forza sia i giardinieri del Comune, che gli uomini della NapoliServizi. “Domani – assicura l'assessore al Verde, Luigi Felacoriapriamo via Petrarca, chiusa nel weekend per il forte vento e le piogge che hanno compromesso la sicurezza. Oggi abbiamo eseguito la manutenzione di 70 alberi e 4 abbattimenti. Siamo intervenuti anche a Secondigliano su altri arbusti. Stiamo monitorando e operando costantemente sul territorio. Tutta la macchina comunale, dai dirigenti di settore, alla NapoliServizi, ai giardinieri, è stata allertata".

Emergenza maltempo, ecco la mappa degli interventi

Per fronteggiare l'emergenza maltempo, in questi giorni si contano già tantissimi interventi sul verde. Nelle ultime settimane è stato rimosso il materiale di un pino incrinato al giardino dei Ciliegi. È stato abbattuto un albero pericolante in Via Petrarca, di fronte al distributore Agip, portati via dei rami spezzati di 5 pini nell'Istituto scolastico Marino Santarosa. Un altro albero in condizioni precarie è stato abbattuto in Corso Meridionale. Messi in sicurezza due alberi in via Caracciolo e viale Dohrn. I tecnici sono intervenuti con controlli ispettivi, poi, in diverse strade della città per verificare le criticità di pericolo imminente. Sopralluoghi in Cupa Toscanella, viale dei Pini, via Nicolardi, via Luca Giordano, piazza Vanvitelli, viale Augusto, piazzale Tecchio, La Loggetta, Viale Giustiniano, via Bakunin, via Boccaccio, via Orazio, via Epomeo, via Orazio e via Caracciolo.

Perché chiudono i parchi col maltempo?

In questi anni il servizio Ambiente del Comune, sulla scorta del censimento arboreo, ha abbattuto circa 300 alberi che erano in cattivo stato, soprattutto dopo gli eventi meteorologici dell'ottobre 2018 e di febbraio 2019. Tra questi, ad esempio, quelli di viale Virgilio. In caso di allarme meteorologico la chiusura dei parchi cittadini è prevista dal regolamento dei parchi. Il rischio, infatti, non è solo la caduta degli alberi, ma anche di pigne o rami, che potrebbero staccarsi per il vento. Per il verde, al momento, oltre ai fondi comunali, sono disponibili le risorse della Città Metropolitana: 14 milioni di euro per la riqualificazione di 13 parchi, 5,3 miloni per le nuove piantumazioni. Mentre con le risorse del Patto per Napoli dovrebbero essere curati la Villa comunale, il parco  Virgiliano, la villa comunale di Scampia, il parco Falcone e Borsellino e il parco Massimo Troisi, e 172mila euro sono previsti per il Parco della Marinella. Altri 200mila euro per la Città Verticale e i percorsi pedonali, infine 400mila euro di avanzo vincolato per il completamento del parco agricolo del gasometro di via Cacciottoli e la realizzazione del parco dell'ex gasometro al Vomero.