"Ecco a voi in esclusiva assoluta i nuovi treni della metropolitana di Napoli, in arrivo il prossimo febbraio per le prove definitive. L'obiettivo è quello di poterli rendere operativi subito dopo l'estate". Con un post su Facebook Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, ha presentato i treni che sono in costruzione nelle officine CAF (Construcciones y Auxiliar de Ferrocarrilles) di San Sebastian, in Spagna. A corredo del post, pubblicato oggi, 4 ottobre, le fotografie e un video nella fabbrica. Ma molti dei commenti degli utenti sono polemici: c'è chi non crede che i treni saranno in funzione entro i tempi promessi, chi si chiede perché la commessa sia stata affidata a una società spagnola e non a una italiana e chi, infine, approfitta per ricordare i vari problemi della città, chiedendo al Sindaco di fare un paragone con Bilbao.

E c'è anche chi, con un pizzico di nostalgia, pur ammettendo che i treni spagnoli siano all'avanguardia, ricorda quando a fare da apripista in questo settore era stata Napoli: la prima locomotiva a vapore italiana, costruita sulla base di un modello inglese, venne realizzata nelle officine di Pietrarsa.

Con l'arrivo dei nuovi treni la frequenza di attesa nella Linea 1 della Metropolitana di Napoli dovrebbe scendere a 5 minuti; a febbraio saranno a Napoli per le prove definitive, mentre dovrebbero entrare stabilmente in servizio dopo l'estate 2020. "Sono previste 19 vetture all'avanguardia – scrive ancora Luigi De Magistris su Facebook – con una capacità di 1200 persone rispetto alle 800 di oggi. I treni, composti da sette vagoni comunicanti, sono stati costruiti in Spagna dalla CAF, un'azienda leader a livello mondiale, e possiedono: aria condizionata, wifi, postazioni per disabili, telecamere di videosorveglianza e soprattutto un alto livello di insonorizzazione".

L'Anm aveva annunciato i nuovi treni pochi giorni fa, il 30 settembre, comunicando che i 19 treni avrebbero portato la frequenza a sette minuti e che la spesa complessiva era stata di 190 milioni di euro; entro la fine del 2020, aveva aggiunto la partecipata del Comune di Napoli, verranno chiesti fondi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per acquistare altri 5 convogli, portando il numero complessivo a 24.