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Quattordici colpi di pistola sono stati esplosi nella tarda serata di ieri, 8 ottobre, nel quartiere Barra, nella zona orientale di Napoli. I proiettili sono stati sparati intorno alle 23 in via Villa Bisignano, dalla strada, hanno raggiunto anche un'abitazione al primo piano di un edificio. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato col supporto dei poliziotti della Scientifica, che hanno repertato 14 bossoli calibro 9. La dinamica resta da ricostruire. Non è ancora chiaro se si sia trattato di una intimidazione mirata o se sia invece stata una "stesa", con colpi esplosi da un'automobile o uno scooter in corsa; nell'appartamento colpito, però, vive un uomo incensurato con nessun legame con la criminalità.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i contorni della sparatoria per appurare un possibile collegamento con le scarcerazioni delle scorse ore di presunti affiliati al clan Cuccaro di Barra e al clan Casella di Ponticelli, liberati i primi per scadenza dei termini della custodia cautelare e gli altri perché le intercettazioni ambientali usate per le indagini che avevano portato al loro arresto non erano state autorizzate.

La sparatoria arriva un giorno dopo la scarcerazione di 13 persone, ritenute affiliate al gruppo emergente della camorra del clan Casella. Tra gli arrestati, finiti in manette in un blitz dell'8 ottobre 2018, c'erano anche il presunto boss e i suoi fratelli. Il gruppo, secondo gli inquirenti, avrebbe approfittato dell'indebolimento dei De Micco e dei D'Amico per guadagnare spazio nel quartiere di Ponticelli, confinante con Barra; ieri, dopo la scarcerazione per intercettazioni non autorizzate, a Ponticelli erano stati esplosi fuochi d'artificio.

Nei giorni scorsi era stata disposta la scarcerazione, per la perdita di efficacia della custodia cautelare per scadenza dei termini, anche per presunti affiliati al clan Cuccaro, che proprio a Barra ha i suoi interessi criminali. La decisione era stata presa dalla Corte di Assise di Appello di Napoli a seguito dell'annullamento totale con rinvio della sentenza di condanna stabilito dalla Cassazione; in alternativa, erano stati predisposti l'obbligo di dimora nel comune di residenza e il divieto di espatrio e l'obbligo di firma alla polizia giudiziaria.