Ciclicamente, anche se sulla carta non si costituisce una vera e propria emergenza, a Napoli si presenta l'annosa questione dei cumuli di rifiuti che inondano le strade. Negli ultimi giorni, a farne le spese è soprattutto la zona di Salvator Rosa, il lungo asse viario – con annessi vicoli e vicoletti circostanti – che collega la zona del corso Vittorio Emanuele e Arenella e Vomero alla zona di Materdei e al cuore pulsante del centro antico di Napoli. Un po' ovunque per le strade dell'Avvocata, il quartiere di cui via Salvator Rosa costituisce il fulcro, negli ultimi giorni si possono notare montagne di immondizia accatastate sui marciapiedi, spesso anche davanti alle abitazioni.

Ma com'è possibile? Di certo, la colpa è da imputarsi agli impianti Stir fermi: a causa di uno sciopero, si è fermato ad esempio quello di Giugliano, uno dei più grandi della provincia di Napoli. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Salvator Rosa è solo uno degli ultimi esempi, ma molti quartieri di Napoli, dal Vomero al lungomare e Santa Lucia, sono inondati di immondizia, accumulata alla bell'e meglio un po' dappertutto. Dall'altra parte, bisogna fare anche mea culpa e non imputare sempre tutto alla malagestione della situazione: se Napoli è sommersa dai rifiuti, è anche colpa nostra, della cittadinanza, di una certa sciatteria – si sta generalizzando, naturalmente – che contraddistingue noi partenopei. Intanto, qualche giorno fa, in un intervento a Palazzo San Giacomo, il sindaco Luigi de Magistris ha dichiarato che, entro domenica (cioè entro domani) la città sarà completamente sgombra dai rifiuti e pulita.