Si è ripetuto il Miracolo di San Gennaro: il sangue del Patrono di Napoli, contenuto nelle ampolle custodite nel Duomo del capoluogo campano, si è sciolto alle ore 10.04. A darne l'annuncio il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, che ha mostrato, sull'altare del Duomo, il prodigio compiuto alle migliaia di fedeli che hanno affollato le navate e il sagrato della chiesa. "Come ogni anno, il miracolo si è rinnovato, a dimostrazione della benevolenza, dell'amore di San Gennaro nei confronti di Napoli, della Campania, della Chiesa" ha detto l'arcivescovo di Napoli. La tradizione, dunque, si rinnova: come ogni anno, tantissimi i napoletani che, già di buon mattino, si sono recati al Duomo per assistere al miracolo del Santo Patrono, nella speranza del suo compimento: tra loro anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. La liquefazione del sangue di San Gennaro, oltre a rappresentare un rito, funge anche da buon auspicio per la città e i suoi abitanti, dal momento che, nelle occasioni in cui il prodigio non si è compiuto, su Napoli si sono abbattute catastrofi e sciagure. Nel 1973, ad esempio, la città fu preda di una devastante epidemia di colera, mentre nel 1980 il terremoto scosse Napoli e la Campania.

I tre miracoli di San Gennaro

Il prodigio che si compie il 19 settembre, data in cui la Chiesa celebra proprio San Gennaro, è sicuramente quello più sentito e atteso dai napoletani. Oltre a questo, però, c'è anche quello di maggio, che si tiene il sabato che precede la prima domenica del mese ed è quindi, cronologicamente, il primo dei tre miracoli compiuti dal Patrono partenopeo. Il terzo e ultimo è il cosiddetto "miracolo laico" di dicembre, che si celebra per commemorare la data del 16 dicembre del 1631, quando si narra che, durante una tremenda eruzione del Vesuvio, l'esposizione del sangue e del busto di San Gennaro fermò la lava che minacciava di invadere Napoli.