La giovane era distesa sul sedile dell'automobile, con le gambe divaricate e con la testa del bambino che stava nascendo già tra le mani. Il parto era già iniziato. Mentre il ginecologo di turno scendeva verso il Pronto Soccorso, l'infermiere ha capito che non si poteva perdere tempo prezioso: quella donna doveva partorire nell'automobile. E così il bambino è stato tirato fuori lì, tra gli spintoni della madre, le manovre dell'infermiere e, alla fine, l'applauso di quelli che si erano affollati intorno all'automobile. Il ginecologo, arrivato subito dopo, ha controllato che non ci fossero problemi e si è preso cura della donna e del bambino, portati in sala operatoria per le ultime manovre.

Il parto straordinario è avvenuto ieri sera, 11 ottobre, nell'ospedale San Paolo di Napoli. Le fasi le ripercorre la pagina Facebook "Nessuno tocchi Ippocrate", che riporta il racconto dell'infermiere in servizio, Antonio Marciano. È stato un parto d'emergenza, a buon termine soltanto per la professionalità degli operatori sanitari, così come era successo anche qualche mese fa, quando una donna aveva partorito in un bar perché l'ambulanza che stava andando a prenderla era stata dirottata dai passanti verso un incidente stradale.

Erano le 19.40, scrive il Marciano, la fine del turno, dopo 12 ore in servizio come infermiere di triage nel Pronto Soccorso di Fuorigrotta. "Improvvisamente – dice l'infermiere – sento il clacson di una macchina suonare a più non posso. Io, la mia collega del triage, Rita Miele, e l'operatore socio sanitario Ciro Salcino pensiamo a un serio e preoccupante codice rosso. Mi precipito fuori e vedo questa macchina che arriva all'impazzata nella camera calda, la zona in cui si fermano le auto o le ambulanze per far accedere i pazienti, fino ad arrestarsi fuori la porta del triage. All'interno c'erano un uomo, sua moglie e sua suocera. Lui esce ed urla che la moglie sta partorendo. Io mi ritrovo la donna con le gambe divaricate e la testa del neonato tra le mani".

A quel punto l'infermiere chiede di portare una barella e di avvisare il ginecologo, ma la donna urla che non ce la fa più. "Allora – continua il racconto di Marciano – penso che l'unica cosa da fare era farla partorire subito per evitare complicanze a lei e al neonato. Così chiedo di portarmi lenzuola e telini sterili, afferro la testa del piccolo e dico alla madre di fare lunghi respiri e spingere. In pochi minuti ho il bambino tra le mani, lo avvolgo nelle lenzuola, lo pulisco e sento i suoi polmoncini espandersi e finalmente quelle urla sottili di chi è appena venuto al mondo".