Un operaio degli ex Cub si impicca simbolicamente ad un albero in piazza Municipio in segno di protesta contro la mancata stabilizzazione da parte di Asìa Napoli. La protesta degli ex Cub, i dipendenti del Consorzio Unico di bacino di Napoli e Caserta, che stanno lavorando nella raccolta dei rifiuti per conto della partecipata comunale dell'igiene urbana è scoppiata stamattina. In piazza diverse decine di lavoratori che chiedono all'amministrazione comunale di stabilizzarli. “Il progetto è scaduto a febbraio – dicono – ma noi stiamo continuando a lavorare per Asìa e ci stanno pagando. Il progetto prevedeva al termine la stabilizzazione, perché non si procede?”.

L'Asìa: “Li avevamo già incontrati, saranno assunti”

A stretto giro la replica di Maria De Marco, presidente Asìa: “Dispiace questa manifestazione – spiega – perché abbiamo incontrato i Cub giovedì mattina e avevamo dato a tutti totale rassicurazione. Stiamo aspettando che riapra l'Ispettorato Nazionale del Lavoro (Itl) per poterli assumere finalmente. Adesso abbiamo già le date per fare i verbali di conciliazione. Protestare così è triste e scorretto”.

I lavoratori: “Noi sottopagati”

“Avevamo un contratto di 18 mesi a mille euro al mese per 15 notti e 15 giorni – racconta uno dei Cub – Circa la metà di quanto guadagna un dipendente Asìa per lo stesso lavoro. Siamo 240 unità su 1107 in tutta la regione. Noi chiediamo di essere stabilizzati. Il nostro progetto era finanziato dalla Regione Campania, che aveva stanziato i fondi per potenziare la raccolta differenziata sul territorio regionale per 12 mersi prorogabili di altri 6. I 18 mesi sono finiti a febbraio. Asìa doveva assorbirci, ma non l'ha ancora fatto. Adesso ci è arrivata la busta paga del lavoro svolto in questi mesi senza contratto, soldi versati dall'ex Consorzio Unico di Bacino non capiamo a che titolo”.