Il Comune di Napoli, a corto di soldi, attinge al tesoretto da 500 milioni della Città Metropolitana per mandare avanti i cantieri in città, tra cui i restyling di molte vie, come Corso Vittorio Emanuele. La quota del capoluogo ammonta a circa 90 milioni di euro. Ma i tempi per i trasferimenti dei soldi tra i due Enti sono lunghi e i lavori di riqualificazione, approvati lo scorso maggio, non sono ancora partiti. Così, Palazzo San Giacomo invece di avviare il restyling, nell'attesa dello sblocco delle risorse, ha dato disposizione di rattoppare le strade più dissestate.

Auricchio, Rinaldi, De Magistris
in foto: Auricchio, Rinaldi, De Magistris

È il caso di via Nazionale delle Puglie, una delle arterie più trafficate della città, frequentata anche dai mezzi pesanti, perché vi si trova il più grande deposito di pullman dell'Anm, l'azienda cittadina della mobilità. La strada che doveva essere interamente rifatta inizialmente con i fondi regionali. Ma Palazzo Santa Lucia ha bocciato il progetto. Il Comune ci ha riprovato candidandolo per ricevere i fondi dell'ex Provincia, ma i trasferimenti sono in ritardo e data l'urgenza la strada sarà invece per il momento solo rattoppata. Non solo. A complicare le cose, anche un'indagine della Corte dei Conti sull'uso delle risorse dell'ex Provincia per opere che sono invece di competenza comunale.

Il tesoretto di mezzo miliardo dell'ex Provincia

Le casse della Città Metropolitana di Napoli, infatti, a differenza di quelle dei comuni, sono piene. Un gruzzolo che ammonta a circa mezzo miliardo di euro. Il sindaco metropolitano Luigi de Magistris è riuscito ad ottenere lo sblocco dal Governo del cosiddetto avanzo vincolato e Palazzo Matteotti ha deciso di redistribuirne una quota ai Comuni della provincia per sbloccare progetti fermi o per avviarne di nuovi. Anche il Municipio partenopeo ha aderito all'iniziativa, il 4 maggio scorso, candidandosi con 73 progetti per oltre 100 milioni di euro. Il termine per presentare le candidature era il 15 ottobre scorso. Non tutti i Comuni sono riusciti a confermare in tempo i loro progetti. Così, alla fine, sono state approvate 404 proposte progettuali, di 84 Comuni, per 250 milioni, e 115 milioni di progetti finanziabili in seguito. Napoli ha visto riconosciuti 90 milioni su 100. Tra questi, Corso Vittorio Emanuele (da piazza Mazzini a Largo Cariati), via Ferraris, corso Meridionale, i torrini di Castel dell'Ovo e il Museo di Totò. Una pioggia di fondi per rifare le strade gruviera, ma anche per rafforzare la raccolta differenziata (5 milioni), per iniziative culturali e per rimettere a posto gli impianti sportivi (3,4 milioni), come la Piscina Scandone o il Palavesuvio. Altri fondi andranno alla bonifica dell'amianto dai bipiani e ad altre opere di protezione civile, nonché all'ammodernamento delle metropolitane Linea 1 e 6. Ben 15 milioni per i parchi cittadini.

L'odissea del restyling di via Nazionale delle Puglie

Trovati i soldi, ci si aspettava quindi l'avvio delle opere in poco tempo. Ma non è stato così. Un caso emblematico è quello di via Nazionale delle Puglie, una strada che si trova in uno stato di profondo abbandono. Da anni, i cittadini e gli utenti hanno bombardato il Comune di Napoli di segnalazioni di dissesto. Palazzo San Giacomo, quindi, aveva provveduto ad inserire la manutenzione straordinaria nel Programma Triennale 2019-2021. Era stato fatto il il progetto esecutivo, approvato con delibera di giunta comunale 237 del 24 maggio 2018 e presentato alla Regione Campania per il finanziamento con i fondi FSC 2014-2020 previsti dalla delibera CIPE 54 del 2016, nell'ambito della Manifestazione di interesse alla presentazione di progetti coerenti con i programmi di intervento sulla viabilità regionale.

La Regione ha bocciato il progetto di restyling del Comune

Purtroppo, però, Palazzo Santa Lucia non ha ritenuto meritevole di finanziamento il progetto del Comune, e non è stato possibile appaltarlo. Il Municipio ci ha poi riprovato inserendo il progetto nella prima fase nell'ambito della proposta di Piano Strategico della Città Metropolitana di Napoli, approvata con delibera di giunta comunale 194 del 2 maggio scorso. Ma anche in questo caso, scrivono gli uffici tecnici del Comune di Napoli “i tempi per la materiale esecuzione non saranno immediati”. Pertanto, hanno chiesto “di programmare in ambito PIS – il Pronto Intervento Stradale della NapoliServizi che ripara le buche – l'esecuzione di rappezzi lungo la strada”.

La Città Metropolitana: “Erogheremo i fondi entro l'anno”

Da Palazzo Matteotti, intanto, assicurano che i fondi per avviare i cantieri ci sono. “Il Piano Strategico – spiega Pietro Rinaldi, capo di gabinetto della Città Metropolitana di Napoli – prevede cospicui finanziamenti per migliorare la viabilità della provincia e avviare tante opere utili per i cittadini. Sono previsti interventi per circa 300 milioni di euro. Non tutti i progetti sono stati finanziati, su 400 milioni candidati, circa 100 milioni, poiché non tutti i Comuni sono riusciti a presentare i progetti esecutivi entro il termine del 15 ottobre. Ma ci riproponiamo di riaprire i termini in futuro. Entro fine anno le risorse saranno trasferite agli Enti. Poi la tempistica dei cantieri dipenderà da loro. Siamo fiduciosi di portare a termine il Piano Strategico. I ricorsi amministrativi sono stati respinti”.