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28 Maggio 2020
15:25

Napoli, non solo tavolini gratis per bar e ristoranti: permesse le pedane per gli aperitivi

A Napoli ristoranti e bar fino al 31 ottobre potranno installare oltre a tavolini e ombrelloni anche le pedane, finora mai autorizzate dalla Soprintendenza. È quanto è stato chiarito in commissione Commercio sulla delibera del Comune per l’esenzione del canone di occupazione di suolo pubblico per l’emergenza Covid19. Mentre con una seconda delibera il Comune sta studiando la possibilità di aumentare gli spazi pubblici che i locali potranno occupare pedonalizzando in alcuni giorni e fasce orarie alcune strade o piazze.
A cura di Pierluigi Frattasi
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A Napoli ristoranti e bar fino al 31 ottobre 2020 potranno installare oltre a tavolini e ombrelloni anche le pedane, finora mai autorizzate dalla Soprintendenza. È quanto prevede la delibera del Comune per l'esenzione del canone di occupazione di suolo pubblico per l'emergenza Covid19. Mentre con una seconda delibera il Comune sta studiando la possibilità di aumentare gli spazi pubblici che i locali potranno occupare pedonalizzando in alcuni giorni e fasce orarie alcune strade o piazze. In questo caso, si potranno installare i tavolini anche sulle strisce blu, ovviamente quando non passano le auto. La procedura per richiedere l'autorizzazione sarà molto semplificata, per chi è già nelle condizioni di poterla chiedere – come chi ha spazio libero prospiciente al locale – in pratica allegando anche una relazione asseverata, basterà inviare una semplice email con la domanda, senza pagare diritto istruttoria e senza bollo. Funzionerà in pratica come se fosse una sorta di SCIA. Per gli altri locali invece che non hanno spazi e dovranno individuarne nei dintorni bisognerà fare l'istruttoria in conferenza semplificata. I commercianti dovranno garantire arredo e decoro urbano rimuovibili per le aree in più che occuperanno.

Come avere l'autorizzazione veloce

Gli arredi di somministrazione previsti dovranno essere comunque provvisori e avere un impatto minimale: tavolini, sedie, ombrelloni ad asse centrale e pedane. Tutta la modulistica è già pronta e sarà pubblicata non appena la delibera sarà approvata. Si tratta di provvedimenti provvisori, è bene precisare, che non mettono in discussione il regolamento dei dehors che il Comune ha messo a punto con l'Università Federico II, che torneranno in vigore dopo la fase di emergenza e avranno durata quinquennale. Non ci saranno deroghe al Codice della Strada e alle norme sanitarie. La bozza di delibera, anticipata da Fanpage.it, è stata discussa questa mattina in commissione Commercio, presieduta da Vincenzo Solombrino, con l'assessore al ramo Rosaria Galiero e i tecnici e i consiglieri comunali. La delibera del Comune si richiama al Decreto Rilancio, articolo 181, le novità introdotte dal Comune sono due: una ulteriore semplificazione della burocrazia, con la possibilità di partire subito con l'occupazione allegando anche la relazione asseverata, e una seconda delibera che pedonalizza alcune strade in alcune fasce orarie, consentendo ai locali di mettervi tavolini e sedie provvisori. "Anche piazza del Plebiscito – spiega Giovanni Piombino, dirigente di staff al Commercio del Comune – potrà essere occupata dai tavolini nel momento in cui ci sarà il parere favorevole della commissione semplificata".

L'assessore Galiero: "Provvedimento a sostegno della città"

"Si tratta – spiega l'assessore al Commercio Rosaria Galiero – di un provvedimento molto atteso per la città, che arriva a sostegno delle attività che hanno subito in questi mesi di lockdown un durissimo colpo, che nasce dal lavoro che c'è stato in commissione, ma anche dalle sollecitazioni che ci sono state in consiglio comunale, in cui con fermezza veniva espresso l'auspicio di dare massimo sostegno e adottare misure proprio in questa direzione e supportare l'attività degli esercizi pubblici che devono rispettare protocolli sanitari e dovranno fare i conti con una limitata capacità operativa. È un provvedimento che parte da un lavoro di tutti, affinché si possa ripartire in maniera concreta. Chiaramente bisogna conciliare questa opportunità con la fruibilità degli spazi città per altre categorie. Troveremo tutte le misure per fare in modo di non pregiudicare la vivibilità della città. L'esenzione del canone di occupazione è prevista dal Decreto Rilancio articolo 181 e c'è stato un lungo lavoro in sede Anci (l'Associazione dei Comuni). La preoccupazione è che le nostre attività possano diventare vittime di atteggiamenti o incursioni che in questo momento dobbiamo evitare e dobbiamo dare gli strumenti per potersi difendere. La nostra grande preoccupazione è legata ai livelli occupazionali".

"Il provvedimento – prosegue Galiero – prevede due macrocasistiche: le richieste di ampliamento di occupazione suolo o le domande ex novo, che potranno fare richiesta semplificata con dichiarazione, planimetria ed eventualmente relazione asseverata. In quest'ultimo caso si può partire subito con le occupazioni, altrimenti bisogna aspettare l'autorizzazione dell'esercizio. L'altra casistica riguarda le richieste di occupazioni che in questo momento possono essere presentate ma si trovano in una situazione che va analizzata e dovranno passare attraverso l'espressione di pareri da una conferenza semplificata. Quest'ultimo punto, che va in deroga all'articolo 15 del regolamento dei Dehors, dovrà passare in consiglio comunale.

Le altre proposte: spazi anche per chalet e ambulanti

Tra le altre ipotesi emerse durante la commissione, la possibilità di estendere anche ad altre categorie – non solo di somministrazione bevande e alimenti, ma anche negozi di abbigliamento a ambulanti – con future delibere l'occupazione di suolo, così come gli chalet che si trovano nei parchi. Infine, la possibilità di mettere anche su strisce gialle sospese e strisce per motorini o bus inutilizzate in certi orari. "Non vorrei essere tra i pochi a rilevare -commenta Diego Venanzoni, consigliere comunale del gruppo La Città – che al di là di un necessario sostegno ed aiuto al sistema produttivo locale sul quale siamo tutti d'accordo, bisogna trovare il giusto e necessario equilibrio perché il brand della città di Napoli non sia svenduto. Immaginare aree di particolare come Piazza del Plebiscito, Piazzale San Martino invase da sedie e tavolini, tradisce il principio della bellezza e della tutela dei luoghi di particolare pregio che ci invidia tutto il mondo alterandone il codice dei beni culturali ed il particolare prestigio".

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