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A tradirlo è stato il sistema di geolocalizzazione del cellulare rapinato poco prima. Grazie al segnale inviato dal dispositivo i poliziotti lo hanno intercettato nel quartiere Vasto; ha tentato la fuga, ma si è schiantato contro uno spartitraffico. Massimo Bruno, napoletano di 39 anni, pregiudicato, si trova ora ricoverato all'ospedale Cardarelli, in prognosi riservata; arrestato, è accusato di avere rapinato una ragazza armato di pistola.

I fatti risalgono alla notte scorsa, quella del 18 novembre, la storia comincia alle ore 2 circa, quando una ragazza chiede aiuto alle forze dell'ordine raccontando di essere stata appena rapinata in via Giacinto Gigante, nel quartiere napoletano dell'Arenella. Era stato un ragazzo su uno scooter Honda Sh, dice, che le aveva puntato una pistola contro e l'aveva costretta a consegnare l'iPhone e tutto quello che aveva in tasca, 20 euro. Quando arrivano gli agenti il telefonino è ancora acceso. Ed è attivo il sistema di geolocalizzazione. Così i poliziotti si mettono alla ricerca, seguendo il segnale inviato dallo smartphone.

Arrivano in via Genova, dove intercettano Bruno, che corrisponde in pieno alla descrizione della vittima. Si avvicinano e intimato l'alt ma lui improvvisamente scappa. Lo inseguono lungo le strade nei paraggi della Stazione Centrale fino a via Venezia, dove l'uomo perde il controllo dello scooter e si schianta contro uno spartitraffico di cemento. Viene chiamato il 118 e poco dopo arriva un'ambulanza.

Il 39enne viene caricato sul mezzo di soccorso e trasportato all'ospedale Cardarelli, dove i medici gli diagnosticano un politrauma toracico e polmonare e lo operano a una caviglia, disponendo il ricovero in prognosi riservata. Nel corso dei sopralluoghi viene rinvenuta la pistola descritta dalla vittima: è una Beretta, vera, con matricola abrasa.