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20 Aprile 2016
14:08

Non lasciamo soli i carabinieri di Secondigliano

Non lasciamo soli i carabinieri di Secondigliano, vittime di un vigliacco raid armato. Tocca a chi vive in questa città far sentire la propria vicinanza a chi lavora in un territorio ancora avvelenato dalla camorra.
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L’insegna dei carabinieri di Secondigliano–Miano
L’insegna dei carabinieri di Secondigliano–Miano
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Sono stati ragazzi col mitra in mano a sparare contro un edificio che custodisce vite e lavoro di altri ragazzi che un mitra in mano lo tengono ma per lavoro, in terra ostile e per l'ennesima volta dimenticata. No, non è la fiction Gomorra, non è un'altra sceneggiatura di successo sullo stereotipo criminogeno napoletano. Sono proiettili veri, una sventagliata, risultato di una ‘stesa' a Secondigliano, Napoli, un tiro al bersaglio sulla caserma dell'Arma dei Carabinieri Miano-Secondigliano, avamposto di frontiera in un'area urbana che rappresenta il grande fallimento della politica e della società: l'area Nord della città di Napoli.

Una cosa è certa: dobbiamo stringerci intorno a questi ragazzi in divisa. Non possiamo, non dobbiamo lasciare i carabinieri di Secondigliano soli, la città tutta deve far sentire la propria vicinanza. E quando parlo di città non intendo solo quella impegnata in una sterile campagna elettorale. Umilmente, serenamente, chi può faccia sentire la propria vicinanza a chi oggi ha subìto un agguato in un posto che – ricordiamolo a tutti – rappresenta lo Stato Italiano.

A Napoli il carabiniere per eccellenza è Salvo D'Acquisto, che morì a nemmeno 23 anni per mano nazista per salvare 22 persone da una strage. E oggi come allora c'è un'altra resistenza che è necessaria, quella contro la barbarie criminale che ancora una volta mostra il suo sopravvento su Napoli.

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Giornalista professionista, capo servizio di Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha un podcast che si chiama "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri Il Casalese (Edizioni Cento Autori, 2011); Novantadue (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città e L'Invisibile (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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