Via Dei Mille, prospiciente Palazzo Carafa di Roccella – Museo PAN
in foto: Via Dei Mille, prospiciente Palazzo Carafa di Roccella – Museo PAN

“Sono irregolari i nuovi cartelloni pubblicitari luminosi installati dal Comune quest'estate a ridosso di alcuni edifici vincolati presenti in città”. È quanto denuncia il consigliere comunale Gaetano Troncone in un dossier, corredato dalle immagini degli impianti, consegnato ieri al sindaco Luigi de Magistris, agli uffici comunali, alla Soprintendenza, alla Città Metropolitana e alla Regione Campania. “Si tratta di insegne pubblicitarie – scrive Troncone – delle dimensioni di un metro e 40 per un metro, installate in quella che l’attuale Piano Generale degli impianti individua come “zona rossa”, ovvero i quartieri più centrali della città e maggiormente "appetibili" sul piano commerciale. Questi impianti stanno progressivamente sostituendo quelli già esistenti e da pochi giorni sono entrati in funzione con grande disappunto dei residenti visto l'insopportabile inquinamento luminoso che provocano. Un blitz silenzioso messo in campo dall’Amministrazione durante il mese di agosto, disturbando la visibilità di edifici storici e monumentali vincolati”.

Coperti anche il Museo Pan e villa Haas in via Cimarosa

Piazza Fuga – Villa Hass
in foto: Piazza Fuga – Villa Hass

“Tra questi – prosegue il dossier – troviamo Palazzo Carafa di Roccella (XVII sec.), di proprietà comunale, situato nella centralissima via Dei Mille, sede del museo di arte contemporanea PAN. Anche l'elegante edificio Villa Haas, vincolato dalla Soprintendenza, in via Cimarosa, opera dell’architetto Avena degli inizi del ‘900, è stato "aggredito" da queste installazioni. Altri impianti sono stati posizionati all’angolo di Piazza Vanvitelli, Piazza degli Artisti, Via Cimarosa e inizio Via dei Mille, nei pressi Piazza dei Martiri”.

La denuncia: “Le installazioni contrastano con le norme”

Via Cimarosa
in foto: Via Cimarosa

“Tutte queste nuove istallazioni – aggiunge il consigliere – hanno come comune denominatore quello di essere in contrasto con il codice della strada, con il nostro PGI (Piano Generale Impianti), in alcuni casi, con il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, con il D.R. Regionale sull’ inquinamento luminoso, e temo anche con la delibera 986 del 2013, per non parlare dell’impatto negativo sull’ambiente. Ecco i motivi per cui, a mio parere, questi impianti andrebbero subito rimossi”.

"Il regolamento comunale non li prevede"

Tra i motivi dell'irregolarità, secondo Troncone, i nuovi cartelloni luminosi contrasterebbero “con il vigente PGI (Piano Generale Impianti) del 1999. La tipologia di queste nuove installazioni non è contemplata nel nostro regolamento dal momento che alla data della sua approvazione (fine 1999), ancora non esisteva una tecnologia in grado di proiettare immagini e video ad alta luminescenza come quelle in questione. L’ unica tipologia che potrebbe essere vagamente, e quindi direi arbitrariamente, assimilata a questi impianti, è quella classificata dal regolamento come “Quadri informativi” definiti come elementi di arredo urbano, retroilluminati con lampadine decisamente meno luminescenti che devono rispettare limiti ben definiti dal codice della strada”. Gli impianti non rispetterebbero nemmeno le norme “a tutela di edifici o luoghi di interesse storico artistico (decreto legislativo 42 del 2004)”. “Mi chiedo – aggiunge Troncone – se esistono i relativi pareri, obbligatori e vincolanti che per legge avrebbe dovuto rilasciare la Soprintendenza ABAP prima dell’ installazione dei tabelloni a led nelle zone che ricadono in quelle vincolate”.

“Violato anche il Codice della Strada”

Piazza Vanvitelli
in foto: Piazza Vanvitelli

I cartelloni non sarebbero in regola, secondo Troncone, nemmeno con il Codice della Strada, perché per il loro posizionamento potrebbero disturbare gli automobilisti. “Gli impianti in questione – scrive nel dossier Troncone – sono tutti installati lungo i marciapiedi a bordo strada e a seguito dell’ alta luminescenza e frequenza delle immagini e video proiettate creano abbagliamento agli automobilisti, dal momento che molto verosimilmente questi impianti hanno un' “intensità luminosa di gran lunga superiore alle 150 candele per metro quadrato” consentita dalla legge. Sarei curioso di sapere se è stato rilasciato il necessario parere obbligatorio e vincolante dall’ufficio competente della Viabilità Urbana Comunale”.

“Andrebbero spenti durante la giornata”

Piazza Vanvitelli
in foto: Piazza Vanvitelli

“Tutti gli impianti sono in contrasto – aggiunge – con il decreto regionale 12 del 2002, visto che sono in funzione h24 e non vengono spenti, come previsto dalla legge, dopo le ore 24, come previsto anche dalle norme UNI 10439/95 che obbligano ad adottare specifici dispositivi idonei alla regolazione automatica di flusso dei livelli di illuminamento e luminanza entro specifici valori di riferimento che variano a seconda della zona, dell’ora legale e soprattutto al fine del contenimento dei consumi energetici e del disturbo agli abitanti degli edifici circostanti. Tutti gli impianti a seguito della forte luminescenza hanno anche la caratteristica di proiettare fasci di luce dal basso verso l’alto, espressamente vietato dal Decreto Regionale vigente”.

Manca il piano dell'illuminazione comunale

“Interventi come questi – incalza il consigliere del Gruppo Misto – avrebbero dovuti essere conformi al Piano Illuminotecnico Comunale di cui il Comune d Napoli non si è ancora dotato. È impensabile che si voglia avviare una sostituzione progressiva dei vecchi impianti con quelli luminosi senza essersi dotati dei necessari strumenti previsti dalla legge che in assenza del PIC prevedono che ci si doti almeno di Disposizioni Transitorie”. “Questi impianti luminosi  – conclude Troncone – sono in contrasto anche con un provvedimento voluto dall'assessore Panini nel 2013 che con la delibera 986 disponeva il ‘ritiro delle autorizzazioni dovrà essere effettuato a partire dagli impianti ricadenti nella cd. -zona rossa- del PGI”. Quindi da una parte ritirava tutte le autorizzazioni, ma allo stesso tempo, nel successivo punto 2.2.1.3., consentiva ai titolari di concessioni rilasciate fino al 2013 di continuare ad operare presso i siti già occupati. A questo punto mi chiedo come è possibile installarne nuovi, a sostituzione di quelli tradizionali, in zona rossa e a seguito di una sua delibera che di fatto congelava nel 2013 tutte le installazioni esistenti in attesa che venisse redatto il nuovo PGI. Con quest’ atto, di fatto ha reso indeterminata la durata della sospensione del Piano Vigente che come conseguenza ha prolungato tutte le concessioni esistenti (di 6 anni circa)".

Il nuovo Piano dei cartelloni pubblicitari bloccato dal 2014

"Mi chiedo – concclude Troncone – che fine ha fatto il nuovo PGI che sarebbe dovuto essere varato dalla giunta entro il termine perentorio del 31-7-2014 così come preannunciato nella delibera 986 del 2013. Ritengo che questa situazione di rallentamenti e immobilismo vada contro gli interessi dell’ amministrazione. Nel nuovo PGI auspico che vengano ridimensionate le attuali superfici pubblicitarie consentite che attualmente sono di 80mila mq (8.120 mq riservati alle affissioni istituzionali, 18.980 mq per affissioni di natura commerciale, 6.400 mq da riservare ai privati in locazione per affissione diretta, 33.500 mq impianti dei privati, 10mila mq impianti di privati in concessione con l’arredo urbano e infine 3mila mq per impianti interni a strutture di proprietà del Comune (es. ANM)".