Un omicidio, una morte sospetta, bambini martoriati dagli abusi sessuali, adultizzati dalla violenza e dalla realtà di abissale degrado in cui crescono. Questo è l'isolato 3 del Parco verde, dove una giovanissima madre è finita in carcere per aver omesso di denunciare le violenze a cui il suo compagno 44enne costringeva le sue tre figlie. Marianna Fabozzi, 26 anni, è la donna che per anni è stata accanto Raimondo Caputo, oggi in carcere per il brutale assassinio di Fortuna Loffredo, Chicca, 6 anni, scaraventata giù dall'ottavo piano delle palazzine verdi alla periferia di Caivano. È proprio grazie al racconto delle sue figlie, di 11, 6 e 4 anni, che Titò, il suo convivente è stato accusato dell'omicidio e delle violenze sulla piccola. Nei loro disegni agghiaccianti e nei loro racconti i particolari del delitto e alcuni, strazianti retroscena, come quelli che descrivono gli abusi subiti fra le mura di casa, alla presenza della mamma, senza che questa muovesse un dito per impedirli.

Marianna Fabozzi in carcere per non aver denunciato

Marianna Fabozzi, già indagata per omicidio colposo per la morte del piccolo Antonio, figlio del precedente compagno, anche lui deceduto precipitando da una finestra della casa della nonna materna nello stesso stabile – sconta ora il reato di concorso in abusi sessuali. Di questo, infatti, è responsabile una madre che tace gli abusi commessi dal compagno sui figli minori.  La Fabozzi – si legge nell'ordinanza – "deve ritenersi responsabile di concorso nel reato di violenza sessuale". "Benché a conoscenza dei fatti – si legge nell'ordinanza – la madre ha omesso di denunciarli e di chiedere l'intervento dell'autorità, limitandosi invece ad esortale la vittima alla sopportazione e al perdono".

"Poi ti passa": così rassicurava le figlie dopo le violenze

Le violenze di cui la Fabozzi ha taciuto riguardano le tre figlie. Sugli abusi subiti dalla piccola di 4 anni la relazione del 10 novembre 2015 della psicologa consulente della tecnico degli inquirenti.

Sebbene fisicamente presente presente nel luogo e nel momento in cui le immonde condotte venivano perpetrate dall'uomo e se pur di tali condotte veniva costantemente informata dalla figlia – scrive la consulente – rimaneva completamente inerte e passiva mentre Caputo poneva in essere odiosi atti sessuali nei confronti della figlia in tenerissima età. La piccola (4 anni) riferisce che Raimondo le "faceva male" mostrando come veniva messa quando le procurava il dolore. Alla richiesta mamma lo sapeva? Lei riferisce che la mamma era in casa quando accadevano certi episodi e quando successivamente le riferiva del dolore alle parti intime la mamma rispondeva che sarebbe passato.

Le bambine sono state allontanate dai genitori e affidate a una struttura protetta per minori. Le piccole hanno gravi difficoltà e risentono ancora del trauma cagionato dagli eventi drammatici di cui sono state vittime e testimoni.