Fortuna Loffredo
in foto: Fortuna Loffredo

Per i magistrati della Corte d'Assise d'Appello di Napoli non c'è dubbio: Raimondo Caputo, detto Titò, è inequivocabilmente l'assassino di Fortuna Loffredo. Per questo, lo scorso luglio hanno confermato la sentenza di primo grado all'ergastolo per l'uomo che, nel giugno del 2004, scaraventò la bambina di 6 anni dall'ottavo piano di una palazzina al Parco Verde di Caivano, nella provincia di Napoli. Nelle 17 pagine della sentenza, secondo i magistrati, Caputo non sarebbe responsabile soltanto dell'omicidio, ma anche delle violenze sessuali ai danni della piccola Chicca, come tutti chiamavano Fortuna Loffredo. Secondo i giudici, oltre alla "inequivocabile colpevolezza", emerge anche una "personale insondabile malvagità" dell'imputato.

Determinanti, ai fini di tutto il processo contro Raimondo Caputo, come si legge anche nella sentenza di conferma dell'ergastolo, "il complesso probatorio costituito dalle dichiarazioni rese nell'incidente probatorio dalle minori risulta coerente e convergente". Le minori sono le figlie di Marianna Fabozzi (condannata a 10 anni in primo grado come complice di Caputo nell'omicidio di Chicca), ex convivente dell'uomo, delle quali Titò avrebbe abusato sessualmente, così come aveva fatto con Fortuna.