Continua il processo, in un'aula della V Sezione Penale del Tribunale di Napoli, per l'omicidio di Chicca, Fortuna Loffredo, 6 anni, violentata e poi scaraventata dal tetto di un palazzo del Parco Verde di Caivano nel giugno del 2014, che vede come unico imputato Raimondo Caputo, conosciuto come Titò. Proprio Caputo, in sede processuale, ha chiesto al giudice di poter rilasciare dichiarazioni spontanee, con le quali ha ribadito le accuse alla ex convivente, Marianna Fabozzi, indagata nel processo per aver coperto le violenze perpetrate da Titò ai danni delle sue tre figlie.

"Marianna Fabozzi ha buttato giù Fortuna, così come ha fatto con suo figlio" ha detto Caputo, che fa riferimento alla morte di Antonio Giglio, 3 anni, figlio della Fabozzi, precipitato in maniera analoga a quella di Chicca il 27 aprile del 2013, e per la quale proprio la donna è indagata per omicidio. Caputo aggiunge poi anche un particolare sulla morte della bambina: "L'ha graffiata (riferendosi alla Fabozzi) anche sulla gamba e sulle unghie, ma su questo non sono stati fatti gli esami".

Proprio lo scorso 27 marzo, Marianna Fabozzi è stata scarcerata dopo circa un anno di reclusione, e finirà di scontare la sua pena agli arresti domiciliari. La notizia della scarcerazione ha sollevato l'indignazione della madre di Fortuna, Mimma Guardato, che vive ancora tra quei palazzi di edilizia popolare in cui sua figlia, a soli 6 anni, ha trovato la morte.