Luca Materazzo al momento dell’arresto
in foto: Luca Materazzo al momento dell’arresto

Il sostituto procuratore Francesca De Renzis e il procuratore aggiunto Nicola Fragliasso della Procura di Napoli, titolari dell'inchiesta, hanno chiesto l'ergastolo per Luca Materazzo, l'unico imputato per l'omicidio del fratello Vittorio, ucciso a coltellate il 28 novembre del 2016 nell'androne del palazzo in cui abitava nel quartiere napoletano di Chiaia. I pm hanno richiesto il massimo della pena per Materazzo, senza che gli vengano riconosciute attenuanti di alcun tipo. L'imputato non ha mai ammesso la sua colpa e non ha mai collaborato con gli inquirenti. Inoltre, Luca Materazzo è stato arrestato in Spagna dopo quasi due anni di latitanza.

L'omicidio di Vittorio Materazzo

È la sera del 28 novembre del 2016 quando il corpo di Vittorio Materazzo, ingegnere di 51 anni, viene ritrovato in una pozza di sangue nell'androne del palazzo in cui abita, in viale Maria Cristina di Savoia, nel quartiere Chiaia, considerata una delle zone "bene" di Napoli. L'ingegnere fu sorpreso dal suo aggressore mentre stava rincasando e accoltellato ripetutamente: un fendente, quello fatale, gli recise la carotide. Gli inquirenti esclusero subito la rapina finita male, vagliando altre ipotesi. I sospetti caddero subito sul fratello minore del 51enne, Luca, ma prima che potessero comunicargli di essere iscritto nel registro degli indagati, Luca Materazzo si diede alla macchia.

La latitanza e la cattura di Luca Materazzo

Gli uomini della Squadra Mobile di Napoli, insieme ai Ros e al Nucleo Investigativo dei carabinieri di Napoli e al Gico della Guardia di Finanza, passano al setaccio la città, ma di Luca Materazzo sembra essersi persa ogni traccia. Probabile una sua fuga all'estero. La svolta arriva dopo quasi due anni dal delitto: una pattuglia dell'Udyco Grupo III rintraccia e arresta Luca, allora 37enne, a Siviglia, in Spagna, dove nel frattempo ha trovato lavoro come cameriere.