Le condizioni delle fondamenta di uno degli stabili
in foto: Le condizioni delle fondamenta di uno degli stabili

La Protezione Civile e i Vigili del Fuoco hanno ispezionato nella mattinata di oggi, 9 novembre, i due edifici di viale Kennedy che da diversi giorni sono a rischio sgombero per problemi già segnalati e mai risolti nelle fondamenta. Nei mesi scorsi era stato prodotto un certificato di cessato pericolo, ma su questo aspetto spunta un mistero: si tratterebbe di documentazione falsa, contraffatta da qualcuno che si sarebbe procurato in qualche modo i dati di un ingegnere. I danni sarebbero più estesi di quanto precedentemente rilevato, con implicazioni anche sulla adiacente linea della ferrovia Cumana. Intanto, è partita la nuova diffida per le circa 150 famiglie, che sarà notificata nei prossimi giorni, e non si esclude che si debba ricorrere allo sgombero per la messa in sicurezza e i lavori di ripristino; molti dei residenti sono già scesi in strada con le valigie, preoccupati, e stanno cercando una nuova sistemazione da amici o parenti.

"Il certificato di cessato pericolo è un falso"

Il certificato che sarebbe stato falsificato è quello presentato il 2 luglio scorso, relativo alla diffida del 28 aprile 2018. Si legge che l'ingegnere Gennaro Moccia, incaricato da uno dei proprietari di uno dei due edifici, certifica il cessato pericolo in seguito al lavori di consolidamento effettuati nelle fondamenta. Ma di questo documento il professionista dice di non saperne nulla. Contattato da Fanpage.it, l'ingegnere sostiene di esserne venuto a conoscenza soltanto pochi giorni fa, quando gli è arrivata una mail dal Comune di Napoli (Servizio Sicurezza Abitativa), e di avere subito sporto denuncia contro ignoti presso il commissariato Vasto-Arenaccia della Polizia di Stato, convinto che qualcuno abbia preso i suoi dati per contraffarre la documentazione. Quel documento era stato ritenuto non sufficiente dal Comune di Napoli ed è stato superato da quello più recente, prodotto pochi giorni fa; i lavori sono stati comunque eseguiti all'epoca, per un totale di 70mila euro, lasciando da fare ulteriori lavori per altri pilastri che non sarebbero portanti.

La diffida per lo sgombero degli edifici

A fine ottobre i residenti dei due edifici, ai civici 405 e 425 di viale Kennedy, a Fuorigrotta, avevano ricevuto una seconda diffida, con annesso ordine di sgombero degli edifici entro 10 giorni. Successivamente l'allarme era rientrato con una comunicazione successiva, datata 4 novembre: era stato prodotto un nuovo certificato di cessato pericolo, con la data del 29 ottobre e acquisito il 4 novembre, e quindi c'era stata la revoca dei provvedimenti. Stamattina, però, con una nuova ispezione, è stato evidenziato che i danni alle fondamenta appaiono più gravi di quanto precedentemente immaginato e si è proceduto quindi con l'avvio della nuova diffida.

Stamattina il sopralluogo dei vigili del fuoco

Proprio questa mattina, l'allarme tra i condomini di viale Kennedy 405-425 è scoppiato di nuovo, quando uno degli inquilini, preoccupato per le condizioni dello stabile, ha chiamato i vigili del fuoco che sono arrivati assieme ai tecnici della Protezione Civile ed hanno effettuato un sopralluogo anche nel garage che si trova sotto il palazzo.

Il rischio dello sgombero

Il rischio, quindi, è che se non partono i lavori si possa arrivare allo sgombero dell'immenso stabile all'inizio della prossima settimana. Rischiano lo sfratto le circa 150 famiglie che abitano nel palazzone a cavallo dei civici 405-425, un unico enorme edificio che affaccia su Viale Kennedy. “Per noi – raccontano gli abitanti – sarebbe una tragedia. Molte famiglie non sanno dove andare. Qui ci sono tanti affittuari che pagano circa 900 euro al mese di pigione.

L'edificio incombe sui binari della Cumana di Bagnoli, l'Eav: “Pronti a verifiche tecniche”

A complicare la situazione, però, il palazzo affaccia, sull'altro versante, sulla linea della Cumana, diretta a Bagnoli. Al di sotto delle finestre, quindi, durante la giornata, transitano i treni dell'Eav. A separare l'edificio dai binari c'è solo un muro perimetrale, sorretto da un terrapieno, a circa un metro e mezzo dal palazzo. Per scongiurare qualsiasi rischio, l'Eav ha affidato ad una task force di tecnici di chiarire la situazione. “Sembra possa trattarsi di un problema di confinanti di Eav e non di Eav – spiega il presidente della società Umberto De GregorioIn ogni caso, Eav è pronta, se necessario, a fare gli opportuni approfondimenti di sua competenza”. “È inammissibile – commenta Nino Simeone, presidente della commissione comunale Infrastrutture – quello che sta avvenendo ai residenti dello stabile di viale Kennedy. Denuncerò questa vicenda in Consiglio comunale. Da 5mesi abbiamo segnalato la necessità di approfondimenti agli assessori competenti e ai dirigenti di settore, e sulla vicenda c'è l'attenzione costante anche della Presidente della commissione municipale di Fuorigrotta-Bagnoli Edvige Mariani. Cosa dobbiamo aspettare perché si intervenga, che accada prima una tragedia? Ma la domanda è: quanti condomini come quelli di Viale Kennedy ci sono in città?”.

“Si agisca in fretta per mettere in sicurezza gli edifici e consentire a 32 famiglie di viale Kennedy di poter abitare in assoluta tranquillità i propri appartamenti – dice il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli i due edifici insistono accanto a una scuola d’infanzia e un liceo, oltre la stazione della Cumana. Impensabile lasciare al caso eventuali sviluppi tragici”.

Ha collaborato Pierluigi Frattasi