NAPOLI – Continua a far discutere la presenza della statuina di Adolf Hitler tra quelle del presepe, immortalata da Tommaso Ederoclite, presidente dell'assemblea metropolitana del Pd Napoli, e riportata per prima da Fanpage.it nella giornata di ieri, con annessa polemica dello stesso Ederoclite, che commentava: "Possiamo dire che il presepe a San Gregorio Armeno ci è scappato di mano?". L'immagine ha poi subito fatto il giro della rete scatenando un coro unanime di sdegno. E quest'oggi è arrivata anche la replica dell'autore.

Si tratta del maestro pastoraio Genny Di Virgilio, tra i più apprezzati artisti di San Gregorio Armeno, le cui statuine da sempre affascinano i napoletani, i turisti, ed i tanti vip che spesso si ritrovano immortalati tra le statuine del presepe. Un lavoro, ha spiegato Di Virgilio, fatto su commissione, senza significati politici: un semplice prodotto di lavoro, insomma, privo di ogni ideologia. Ma non è bastato a scatenare la rabbia del web, vista anche la vicinanza di un'altra statuina discussa, ovvero quella di Benito Mussolini. In quest'ultimo caso, però, si tratta di un pezzo molto gettonato e presente un po' in tutte le botteghe dei maestri dell'arte presepiale. In ogni caso, ha spiegato Di Virgilio, la statuetta è rimasta esposto solo poche ore al pubblico: e che col senno di poi, ci avrebbe pensato due volte prima di rifarlo.

Lo stesso comune di Napoli, attraverso il vice-sindaco Panini, ha chiesto l'immediata "rimozione" della statuina dalle strade di San Gregorio Armeno, aggiungendo anche che "nella strada in cui è nata l'antica arte dei presepi, nel cuore della città storica, nella città delle quattro giornate, che si possa dare spazio ad un personaggio che rappresenta l'antitesi e la negazione criminale dei valori di fratellanza, di accoglienza, di tolleranza che sono propri del popolo napoletano, è assolutamente inaccettabile".