Massimo Troisi è morto giovane, di lui non abbiamo purtroppo la produzione completa di un cineasta dagli esordi all'età matura. Da regista abbiamo il suo esordio, "Ricomincio da Tre" la ‘conferma' sul grande schermo, "Scusate il ritardo", la coppia comica da super incassi con Roberto Benigni, "Non ci resta che piangere" (in mezzo c'è "Morto Troisi, viva Troisi" per la tv, c'è il dissacrante "No grazie, il caffè mi rende nervoso", di Lodovico Gasparini). Poi l'età adulta: "Le vie del Signore sono finite" del 1987, "Pensavo fosse amore… invece era un calesse" nel 1991 e "Il postino", l'ultimo, da malato ormai alla fine dei suoi giorni. Quella di Massimo Troisi è stata una presenza potentissima in anni belli per il cinema ma non sempre facili. La fortuna di avere un altro grande regista, Ettore Scola, a dirigerlo in ben tre pellicole ("Splendor", il "Viaggio di Capitan Fracassa" e "Che ora è?") non deve farci sottovalutare l'altro grande regalo di Massimo a chi lo ha amato e continua ad amarlo ma anche a chi è desideroso di capirlo oggi, negli anni Duemila, magari perché troppo giovane all'epoca.

C'è un grande modo, oltre i film, per carpire l'essenza dell'attore, del comico e del regista (anche un po' dell'uomo): usare gli archivi sul web. Da Youtube, pieno zeppo di filmati dell'epoca a Raiplay, teca storica della Rai Tv: ci sono spezzoni di programmi  ,celebri le interviste di Troisi con Pippo Baudo (ce ne sono tantissime negli anni, il conduttore fu un ottima spalla tv per lui come per lo stesso Benigni) ma anche quella storica con Gianni Minà e Pino Daniele in "Alta Classe – Voglio vivere così" (lo sketch strepitoso dell'agendina di Minà) o quella dello stesso Minà in occasione dello Scudetto del Calcio Napoli. Per capire l'amicizia con Pino Daniele? Basta guardare un filmato della giornalista Anna Praderio che riprese il momento in cui Troisi ascoltò per la prima volta "Quando" composta da Pino proprio per lui e per un suo film. Massimo Troisi era allergico alle celebrazioni paludate, in particolare a quelle che accompagnano le premiazioni. E siccome di premi ne vinse tanti, ad ogni celebrazione cercò parole nuove per dissacrare, sempre in equilibrio sul filo tra feroce ironia e sincera risata. Per capire Massimo Troisi, dunque, godetevi una playlist su Youtube o scavate negli archivi video disseminati un po' su tutto il web. Troverete un modo nuovo per amarlo.